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La sindrome del disco rotto/Silvia e le sue prigioni…:)

gabbia

Oggi non faccio copia e incolla. Potrei anche ma partendo dal fatto che

Le cose cambiano e che noi cambiamo preferisco rielaborarle nell’ottica

attuale.

E tra l’altro questo è il primo dei presupposti  di tutto quello che scrivo.

La sindrome del disco rotto come la chiamo io è la ripetizione di

Esperienze già vissute. Il ripresentarsi del solito copione già visto.

Le situazioni si ripetono.  E non è strano è l’abitudine.

Non parlo in generale stavolta. E questo è l’altro nuovo presupposto.

Non metto nome e cognome ma non c’è nemmeno il mio qui.

Non sto parlando all’universo … sto parlando a te nell’unico modo che

A quanto sembra funziona ed è lecito farlo. Non l’ho scelto io

Altra postilla… il mezzo è lo stesso notare il due pesi e due misure

Anche questo abituale.  Mai riuscita a capire perché non è possibile

Farlo come tutti gli umani del mondo ma il limite è di tutti e due.

Ci si riesce a dire di tutto ma non a fare un discorso normale che non

Sia generico…  e questa è sempre un’altra ripetizione.

Lo so sto facendo l’elenco puntato ma devo essere analitica.

Faccio altra premessa…  sono le 3 a.m. e lo so che sembra molto

Giudizio di primo grado. Gli imputati sono due … non sei solo tu e

In verità non sei nemmeno tu.

Lo specchio riflette. L’immagine che ritorna è sempre quella che

Emaniamo e quindi da me parte.

Ogni giorno in Africa una gazzella si alza… :)

Ogni giorno scegliamo se vogliamo essere le vittime o se ci prendiamo

La responsabilità di quello che viviamo. E siccome la politica prevede

Che io creo quello che vivo. Me tapina.

La buona novella prevede anche che se io le creo io le cambio.

Ed è anche per questo che scrivo. Perché il notarlo non basta.

Perché il messaggio è reiterato e il far finta di non vederlo

“È tutto bello” non funziona….  Il drago prima o poi va affrontato.

Quando le metafore o le vie traverse esprimono il non fai,

non dici, non ci sei abbastanza esprimono i miei limiti.

Il solito non sono abbastanza niente di nuovo.

Non nel senso che è vero sia cosi.

No è anche vero… ma non sono la sola a farlo.

E’ vero nel senso che io lo accetto per vero.

Sono i miei limiti, sono i miei blocchi e sono storici

Purtroppo. Le cose cambiano le situazioni cambiano e loro no.

E tornano sempre e comunque a galla.

E creano sempre comunque la stessa situazione.

Quello che esprimi è solo riflessione di quello di cui mi incolpo

Sempre e comunque.

Il dato di fatto è che ne io ne tu ne la situazione è la stessa.

Su questo ne converrai. Ma i risultati si.

Ci mettiamo il passettino in più … pure la mezza scala diciamolo …

Ma a un certo punto riscatta il disco e si incanta la puntina.

E si ricomincia a interagire con gli ologrammi… i 500 sempre

Famosi…  E io mi dico … ma non sono più io quella…

E forse non lo sono mai stata… e forse non lo sei mai stato

Ma comunque il copione quello prevede … e per quanto

Assurdo quello riviviamo. Questa sorta di disagio, di camminare

Sulle uova, di sentirsi non autorizzati a dire o fare è auto inflitto.

Questo esprimere il mondo per vie traverse e poi non farlo

Seguire a fatti concreti o poi passare all’eccesso opposto tutti e

Due è sempre auto inflitto. Il carcerato a catena a cui danno il

Permesso e si abbuffa per i tempi di magra…

E questa è l’altra limitazione… perché ci si aspetta sempre il

Tempo di magra… e quindi non può mancare…

Ora per quanto detto è chiaro che il motivo lo conosco.

Ma conosco il mio…

L’immagine che arriva a te è il tuo riflesso….

Ora i riflessi sono gli stessi? Quindi anche i presupposti…

Quello che pensi tu ed esprimi.. corrisponde pienamente da

Questa parte…  Ma questo dipende da te…

La differenza sta nel fatto che tu umanamente cerchi la causa

Fuori di te… e ovviamente sono io… Salveeee  :)

Ti sei mai fermato a pensare in quante situazioni avrei potuto

dire tanto.. umanamente parlando e non l’ho fatto?

Anche nell’ultimo periodo? E non perchè sono brava…

o sono santa… ma perchè mi chiedo sempre perchè

succede questo? E parto sempre da me prima.

Lo specchio riflette sempre no?

E non solo riflette quello che pensiamo di noi… riflette anche

Quello che pensiamo dell’altro.

Lasciate che i morti si seppelliscano…  Io ti condanno ad essere

Quello che sei stato e tu fai lo stesso con me.

Le cose cambiano quando non lo facciamo…

Ora … la cosa bella di tutto questo è che ne escono fuori due

Loschi figuri… psicopatici anche …

Che a cadenze regolari gli parte lo schiribizzo e si fanno sti viaggi.

Che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo è carta morta

Che tanto non si va da nessuna parte pure stavolta.

Io non sono una psicopatica… non sono superficiale… e non

Mi faccio prendere le paturnie ogni due tre mesi e tanto meno

Lo penso di te.  Anzi è l’esatto contrario… se il tempo passa

E stiamo sempre qui quello detto sopra cozza terribilmente.

E ti pregherei anche di fare due riflessioni… perché dove

Sei ora non ci sei arrivato da solo…  perché non mi risulta

Che ho fatto il quadro astratto nell’ultimo periodo e

Nemmeno che te la sei cantata e suonata da solo…

Queste sono scusanti…

Vogliamo pubblicare altri due link?

Non hai capito con chi ce l’avevo?

La verità è che sul momento è sembrato il mondo… e  lo è

Davvero in effetti… ma se poi partono le sospensive, i

Condizionanti, il vorrei ma non posso, tutto sfuma fino

Alla prossima fiammata.

Ma la motivazione per cui accade in questo caso la sai

Solo tu… non dipende da me…  o meglio dipende da me

perchè  quello che sale è sempre il vecchio giudizio.

Ha ricambiato idea… questo mi aspetto e questo arriva.

Non siamo ciò che non vogliamo (si riscrivono anche le stesse

Cose… ) Non siamo quello che non crediamo di essere o di

Poter essere. Il filtro è sempre questo…

Non so in che modo e in quale ottica prenderai tutto questo.

Ti posso dire il copione cosa prevede…

Che prima ti incazzi e poi quando sfuma la fiammata fai

Due riflessioni….  O c’è anche l’altra la negazione…

Ma stavolta la vedo dura però… :) . Già questa visto che le

Cose sono cambiate non la potresti usare… :)

(Questo è il modo in cui funziona la mente…  crea il blocco

Lo ripresenta e poi tu lo devi smentire con i mezzi che hai…)

E’ vero anche e in questo ti sottoscrivo… che il copione non lo

Posso cambiare da sola…

Sarebbe cosa buona e giusta che si bruciasse il copione e si andasse

a braccio. Che si facessero le cose quando si vogliono fare tanto

ci sarà sempre qualcosa da sistemare … è la vita.

E … io continuo sempre a credere che qualcosa di straordinario

Possa accadere….

E te ne faccio notare un’altra…. mi prendo la responsabilità di

quello che scrivo… perchè non sono metaforica…

quello che scrivo non lo posso smentire attribuendolo all’errata

percezione del lettore..

Avessi creato la 501 versione di me che mi corrisponde per una volta…

I HAVE A DREAM…

 

 

Amore Incondizionato

 

silenziocuore

“Ho un po’ di traffico nell’anima…”

 

Un altro dei paroloni che va molto di moda nell’ultimo periodo.

basilare nella filosofia New Age come la chiamano, quella dei

folli come me in teoria… a cui piacciono queste cose “diverse”,

che parlano con il tutto perché tutto è uno e uno è tutto, i moschettieri

dell’Apocalisse….

Tranquilli non c’è l’apocalisse J. Segnate tutti i numeri di quelli

che vorrete chiamare il 22 dicembre di quest’anno con la canzone

di Vasco a palla “ Io sono ancora qua eh già” :)

Ma sto andando fuori tema come al solito.

Quello che più si avvicina all’amore incondizionato è quello per i

figli. I figli so’ piezzi i’ core. Per carità… anche questo poi dipende

da persona a persona. Ovviamente parlo del più delle persone.

I figli li amiamo a prescindere. A prescindere da quello che sono o

saranno (o cosi dovrebbe essere). A prescindere da quello che fanno,

dei pregi e dei difetti. Sono figli…. La parola in se dovrebbe definirlo

in effetti.

L’amare incondizionatamente qualcuno dovrebbe corrispondere al

La domanda come al solito è sbagliata…. figurati la risposta… :)

volatour_munch-300x300

Stiamo sempre capo a dodici. Perché?
Non basta desiderare, volere, no.
Una cosa che riesce semplice è pensare a quello che vorremmo.
E’ come quando decidi di fare un viaggio… la similitudine è azzeccata
perché alla fine ogni cosa noi desideriamo comporta un percorso per
arrivarci. Possiamo essere molto precisi su quello che desideriamo,
fare elenchi, immaginarlo, viverlo, pensarlo, crearlo… tutto il processo corretto.
Arriviamo in stazione e dobbiamo fare il biglietto.
Qui io mi fermo o mi perdo. Sto ferma davanti alla biglietteria e vedo
passare tutti i treni. Li vedo fermarsi. Si aprono le porte. Belli,
comodi, veloci, di lusso, non è nemmeno più quello il punto.
Una cosa ormai mi è chiara non sono le situazioni il punto. Non lo sono mai.

Le situazioni solitamente seguono le scusanti. Tutto si organizza in base a quello che vogliamo. E il punto è che io non li prendo mai i treni.
Li sogno, li immagino, ma poi non li prendo. In un modo o nell’ altro faccio in modo di renderli inadeguati, difficili, scomodi.
A volte nego perfino che ci siano… pure questo faccio.
E questa è solo una delle opzioni.

Poi c’è quella ammazza quanto è bello sto treno.. quanto mi può piacere sto treno… è proprio il treno che volevo… questa è la classica
Poi ovviamente parte il fischio… in carrozza…. Se come no… E partono le scusanti… E’ pieno… siamo in troppi.. aspetto il prossimo
Era vuoto ma tranquilli che si riempie… ti giri è pieno di gente.
Non era poi cosi bello sto treno… no no mi sono sbagliata.. lo vedi,
sedili finta pelle… prezzo troppo alto… servizio troppo misero…
Se prima c’era la moquette ti giri e ci ritrovi le assi di legno e pure con i tarli…
Poi c’è il ma dove va sto treno? Eh porca miseria mica posso partire
senza sapere dove vado… No no bisogna saperlo…
Dove va il treno? No perché io voglio andare a San Diego.
Va a San Diego…. Toh…. Cazzo….
Ma siamo sicuri che va a San Diego? Si si… Ah
Ma io sono sicura che voglio andare a San Diego?
Si si certa… assolutamente… Cazzo San Diego… è il mio…
Mi metto pure in fila per fare il biglietto.. sempre ripetendo però
San Diego? Porca miseria va a San Diego…
Ma io che cavolo ci volevo andare a fare a San Diego…
Problema tecnico, treno cancellato.
Lo vedi.. non posso andare a San Diego..
Ho preso la residenza in stazione … ma non ho mai fatto un biglietto.
Continuo a stare li a guardare passare i treni.
Tom Hanks era fermo all’aeroporto … almeno a lui gli avevano tolto
il passaporto…. A me scade di continuo.
E ogni scusa è buona per renderli sbagliati. Perché troverò sempre il
modo per renderli tali.
La verità come dicevo è che non ho mai deciso
di prenderli. E tutto il resto erano solo scusanti ad hoc.
E mi sono anche resa conto che quelli che prendo non li prendo perché
sono io a volerli veramente ma perché assecondo il volere degli altri.
E’ la vibrazione più forte che è determinante e se l’altra parte è
convinta … noi svolgiamo il ruolo. Salvo che se alla lunga non
coincide con quello che vogliamo… ci si butta fuori a razzo dal treno
anche in corsa. E anche in quello … un fenomeno… nemmeno uno stuntman
mi frega… E ora la domanda giusta. Perché?
Perché dico di volere una cosa e poi la boicotto per non averla?

Questo ci frega…. E lo fa deliberatamente a prescindere da quello che pensiamo.

E’ come se dentro
ognuno di noi ci fossero due entità.
Non parlo di bene e male. Quella è dualità.
Il bene e il male coabitano in ognuno fate pace con questo. Ma una parte crea e l’altra distrugge. Come mi piace questa cosa… e l’altra dice sul serio?
Ne sei cosi sicura? Guarda bene.
“Oh heaven I wait with good intentions but the day it always last too long,
Then I’m gone…” Più o meno è questo…
E per l’ennesima volta ti fermi e osservi. Sarebbe cosi facile scaricare le colpe sul treno di turno. Cosi facile…
Potrei fare il copia e incolla delle motivazioni tanto sono
sempre le stesse…
Altro giro altra corsa.
E obiettivamente anche il parlarne risolvo poco.
E io so benissimo che sta svolgendo il solito ruolo che gli
Ho affibbiato.
Qualcuno scrive voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho. Io oggi
penso che dobbiamo essere noi ad essere all’altezza dei nostri sogni
per viverli. E spesso non ci crediamo sul serio…
E fino a quando non ci crediamo, non lo vogliamo sul serio,
non decidiamo sul serio staremo sempre fermi in biglietteria.

Copia e incolla oggi…

Scrivere vi ricorda qualcuno….. :)

La domanda è solo una ed è la risposta che cambia le cose…

E’ la convinzione nella risposta che cambia le cose…

Volere è potere… Sapere quello che si vuole ed esserne convinti

cambia le cose. Tutto il resto… casi, motivazioni, scusanti girano

intorno alla risposta…. non siamo ciò che non vogliamo…

quindi siamo ciò che vogliamo…

E questo non ci rende immeritevoli va solo accettato…

“Mi contraddico? Si mi contraddico… contengo moltitudini…”

E tra l’altro si fanno la guerra fra di loro… :)

Cercare responsabilità al di fuori è solo perpetuare gli effetti.

Se si scava una buca e ci si infila dentro la colpa non può essere della buca.

Ma a quel punto bisognerebbe chiedersi ma perchè ho creato la buca?

Vedi sopra…..

 

 

Diamo a Cesare….

grazie_069

Tutto ciò a cui resisti persiste.
Oggi parto da qui.
Sprechiamo tempo… tanto tempo a combattere, a incazzarci,
per tanti motivi. Purtroppo facciamo il gioco al contrario.
Per il famoso ormai detto che su qualsiasi cosa poni l’attenzione
L’attiri, continuiamo ad attirare e ingigantire quello che ci fa
Incazzare.
Ho passato gli ultimi anni a crocifiggermi per quello che non ero
Per quello che non riuscivo a fare, per quello che non riuscivo a
Esprimere. Non dico che non sia servito….
Ma ho scelto la via più difficile e la meno produttiva.
Poi un bel giorno ti fermi, stanca e impotente e ti dici ok…
questo è il pacchetto….
Sono… si sono tutto questo… e non ci posso fare niente.
Tanto mi deve e deve bastare…
E smetti… smetti di cercare, di analizzare, di programmare,
Smetti di forzarti di essere diversa da quello che sei.
E vivi. Bene o male non te ne può fregar di meno.
E poi all’improvviso le cose cambiano…
Ho notato che solitamente scrivo per esprimere un disagio,
per chiarirmi le idee, per chiarirle a qualcun altro.
Forse è arrivato anche il momento di dare atto a qualcuno
Che senza pretese e senza vincoli e senza ruoli mi sta dando
Molto di più di quello che mi aspettavo, di quello che forse
Chiedevo e sicuramente di tutti quelli che ci sono stati prima di
Lui, ex marito compreso. E non sto parlando di eternità, non sto
parlando di per Sempre.. Nel doman non v’è certezza….
Sto parlando di qui … e ora… e anche questo ha il suo perché…
Domani non lo so e sinceramente dopo tanto ho smesso
Di chiedermelo.
Perché questa è l’ulteriore cazzata che facevo solitamente e che
Vedo fare da tanti. La programmazione.
Poi accade che i programmi vanno a farsi benedire.
E anche che il più delle volte abbiamo paura di cose che forse
Non vivremo o vivremmo mai… tante volte creandole anche,
condannandoci a viverle.
Per una volta voglio celebrare quello che va bene
e non solo quello che va risolto.
Nel bel mezzo del vivere ti ricapita davanti qualcuno….
Che tra l’altro girava anche da tempo a cadenze regolari…
Mi ero sempre chiesta ma questo….
Ogni tanto si ricorda.. Esce fuori dal nulla, non fa praticamente
niente di più di chiederti come stai e farti gli auguri…
Solitamente alle feste comandate. Conoscenza? Si e no…
Appariva salutava e scompariva. Da solo poi…
A parte il mah… mai andata oltre… capirai con tutto il casino
che mi girava in testa figurati se mi stavo a preoccupare pure
per questo. Oltretutto pensavo anche di non piacergli in effetti..
E poi scopri l’importanza degli incastri dei momenti
Giusti…. E del volere le cose sul serio. Il resto sono chiacchiere…
Non lo so cosa è cambiato all’ultimo saluto… so solo che le cose
Sono andate diversamente..
E quando l’ho chiesto a lui perché fino a oggi tutto questo non
fosse accaduto ha risposto “Perché le cose accadono quando è
il momento…” e che gli dici..
solitamente le risposte da Nostradamus le do io….. ?
E non ci avrei giocato due soldi sopra …
Effettivamente proprio non me la sono posta la domanda.
Forse sta proprio qui la differenza fondamentale, nel fatto che per
la prima volta non mi faccio domande, non ho fatto programmi,
non mi chiedo dove vado e prendo quello che viene e
e che voglio. Non mi preoccupo di quello che pensa, questo è
cambiato. Questa sono pensa un pò quello che ti pare.
E per la prima volta ho trovato quello che si è posto nello stesso
modo. Ci corrispondiamo in tutti i sensi.
Ecco quando dicono attiri quello che sei.
Quello a cui il pacchetto piace cosi, a cui non serve il manuale,
visto che “Scusa ma devo fare una cosa e la devo fare adesso…”
e ti bacia….. Cazzo….. la perfezione di un attimo….
Non ci sono i se i ma i perché… Semplice….
Io sto qui e tu stai qui…. Che mi serve il disegno? No
Ha capito perfettamente il tipo e si comporta di
conseguenza;
Quello a cui non chiedi nulla ma che fa molto di più di
quello che vorresti chiedere e perché lo vuole lui.
A cui non servono i discorsi filosofici,
che non si mette in competizione con niente e con nessuno, che se
tra un’ora ti voglio vedere… sto arrivando…
Privo delle più comuni e insane dinamiche relazionali, dei giochi
di ruolo, dei limiti, dei blocchi e delle condizioni;
fautore del penso questo e te lo dico e non me ne può fregar
di meno di quello che potrai pensare…. (Toh) dal tu non sai che ti
farei al tu lo sai che io Ti amo (che ancora non mi riprendo).
Un film solo con un solo audio e visto che tutto corrisponde
Gesti, presenza, parole, perfino sguardi decadono anche i dubbi.
E tutto questo già basterebbe per rimanere in stato catatonico per i
prossimi due anni…
Se poi ci aggiungiamo che fisicamente mi piaceva da tempo
Mi sento quasi benedetta.
E ovviamente ci provo a farmi i soliti pipponi
Perché chi nasce tonda non muore quadrata… ma poi lo vedo e…
Cosa stavo pensando?….
Bello che sei…. Hallo Spank… gli occhi a cuore… è finito il pippone…
Quindi mi dovrei ora stare ad arrovellare per sapere se dura?
Direi che è l’ultima delle domande che mi balenano per la testa.
Per la prima volta … non me ne può fregar di meno anche a me!
Se dovrò “morire” come ho scritto e detto tante volte… perlomeno
Morirò felice e con il sorriso ?.
E poi accadono i miracoli e si sfatano i dati di fatto…
IO quella che non dice, che non esprime, che prima dovrai
Passare sul mio cadavere…. Dico e scrivo delle cose che è come
Se mi vedessi dal di fuori in ESP…. Ma non sono io questa….
E invece si…. Sono anche questa!
Dopo essermi fustigata in mille modi, dopo essermi
detta per anni io sono cosi, aver provato tutto il provabile alla fine
o tutto ha avuto il suo peso… o è vero che tutto succede quando è
il momento e solitamente quando non ci pensi più.
Bisogna anche dare atto che se davanti hai chi ti spiattella qualsiasi
cosa… viene da se.
E sempre io… quella questo è il mio spazio quello è il
tuo spazio… e i due devono essere confinanti ma non combacianti
fino a quando non lo dico io… e soprattutto mai in pubblico…
Non mi riesco a trattenere… perdo la cognizione delle cose, degli
Spazi, dei tempi e anche qui fate come vi pare che io anche lo faccio…
Avevo chiuso un post di qualche anno fa con “e il cerchio si
chiuderà ancora”. Ora so che il cerchio ero io e solo io.
Ero io che dovevo accettarmi, Io che dovevo bastarmi.
Di una cosa solo sono certa …
Che comunque vadano le cose… come ho scritto allora
ne sarà valsa la pena….
Per tutto quello che sto vivendo, per tutto quello che sto sentendo,
per tutto quello che mi sta regalando. Per tutte le volte che ancora
mi sorprende, per tutte le volte che mi aspetto che ci sia e che c’è
sempre, per quello che mi ha fatto scoprire di me.
Grazie di esserci… e di essere come sei…

“Poiché ricevo il tuo amore, io ti offro il mio. Non è l’amore
Di un uomo per una donna, non è l’amore di un padre per una
Figlia, non è l’amore di Dio per le proprie creature. E’ un amore
Senza nome, senza spiegazioni, è un fiume che non conosce il
Suo corso, e procede soltanto. Un amore che non chiede e non da
Niente in cambio, che si appaga solo nella sua manifestazione.
Anche se non sarò mai tuo e tu non sarai mai mia, posso dire:
“Io ti amo, Io ti amo, Io ti amo.”
- P. Coelho / Aleph –

Tempo…

tempo
Chi tempo aspetta, assai tempo si strugge:
e il tempo non aspetta, che via fugge.
-Lorenzo Il Magnifico-

Altra lezione che si rinnova.
Come tutte le cose che comprendiamo li per li e
Poi mettiamo da parte il giorno dopo.
Stiamo tanto a preoccuparci della fine del mondo
Senza renderci conto che per ognuno di noi potrebbe
esserlo tra 5 minuti non il 21/12 di un ipotetico anno.
Si sono le solite frasi fatte che prendono un sapore
Diverso solo in determinati momenti.
E purtroppo allora ci rendiamo conto a quante cose
Futili corriamo dietro. Di quanto male a volte
investiamo il nostro tempo.
Programmiamo le nostre vite senza fare i conti con
L’oste. Purtroppo certe cose non si scelgono.
Arrivano e basta e tu puoi solo cercare di gestirle
nella maniera migliore o per meglio dire alla meno
peggio. Di più non si può fare…
Non lo so… continuo a sperare che sia solo monito
Per qualcuno, perché impari a gestire meglio il tempo
Che gli è stato concesso mentre mi auguro che sia
Molto molto di più di quello che potrebbe sembrare.
Hoping for the best but expecting the worst…
…. Non era questo che volevo per te… non era questo…

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
… non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
-Indiani D’America-

Dei Treni e delle Stazioni…

stazione

Ops I did it again. Ormai ci convivo
E’ stressante e frustrante ma è cosi.
Il sapere non basta. Non basta mai.
E le cose mi si ripresentano con una frequenza
Devastante devo dire.
Ho sempre pensato, e a maggior ragione ora,
che sia necessario sapere cosa si vuole.
Il punto di partenza è quello per qualsiasi cosa.
E ho sempre pensato di sapere cosa volevo.
C’è una frase bellissima o diciamo molto positiva
Che mi ripeto sempre “Dio non ti da mai un sogno
Senza darti i mezzi per realizzarlo”. E io ci credo
In questo. Quello che fa la differenza è primo averlo
il sogno, o per i pragmatici l’obiettivo. Fase 1 chiamiamola
cosi. In generale tutti, nessuno escluso, sogniamo o vogliamo
qualcosa anzi più di qualcosa. La pensiamo e poi facciamo
tutto quello che possiamo per realizzarla o cosi dovrebbe essere.
Teoria vuole che per quanto scritto sopra tutto sia realizzabile
e lo è. Ma tante cose non si realizzano.
Uno dei motivi è che smettiamo di crederci o che non ci abbiamo
mai creduto abbastanza.
Se ne pensano tante di cose e allo stesso tempo si pensa al
Quanto siano impossibili da realizzare annullando il desiderio.
Come in matematica un positivo e un negativo pareggiano.
Status quo. Tutto resta invariato.
In verità nulla sarebbe impossibile volendolo sul serio ma ci
mettiamo le limitazioni del caso per renderle tali.
Le ho scritte anche nei post prima…
Perché non basta volere qualcosa?
Perché troviamo sempre il modo di boicottarlo.
Perché questo facciamo ci boicottiamo.
Ecco questa è una delle domande che dovremmo farci e che
risolverebbe molte cose trovando la risposta.
Caso vuole poi che quello che in teoria è semplice non lo è.
(Vi faccio osservare una delle mie di limitazioni….
“Quello che è semplice non lo è”. Ecco ho appena dimostrato
inconsapevolmente quello che intendevo sopra).
Non è cosi scontato perfino arrivarci alla domanda perché devi
osservare la tua vita e capire il perché delle cose e per
esperienza di quello che vedo e delle persone che incrocio
lo facciamo in pochi. Io sono un’analitica questo l’ho
compreso ormai. Dico sempre che mi faccio troppe domande e ora
arrivo a benedirmi perché me le faccio…
Solo che come dicevo nei post prima… il più delle volte
sono sbagliate. E per arrivare alle domande giuste e alle
risposte giuste devi osservare.
E io continuo ad osservare sempre le stesse cose….
Perché accade? Perché c’è l’essenza di noi che vuole di più,
che punta al meglio, che desidera e lo fa di continuo.
Abbandoniamo la falsa premessa che chi si accontenta gode…
Perché chi si accontenta continua ad accumulare frustrazioni,
rabbia, e mettiamoci anche che non siamo nati per soffrire e
quindi tutto quello che ci circonda ci spinge a volere di più.
Se noi l’assecondassimo senza dubbi avremmo tutto.
Il problema è che non lo facciamo.
Nemmeno io lo faccio nonostante tutto.
Continuiamo a guardare la vetrina della pasticceria e ad
Obbligarci mentalmente a stare a dieta. Noi tapini…
Questo è. Poi io che sono anni che professo non è costa crociere..
Adesso sono partita con il mantra E’ COSTA CROCIERE
E’ COSTA CROCIERE E’ COSTA CROCIERE…
Non basta nemmeno quello….
Ho aperto qualche porta e ora vedo e analizzo le cose in modo
diverso, per fortuna mia dovrei aggiungere.
Ma non basta. Per l’ennesima volta rivedo le stesse dinamiche,
gli stessi difetti, le stesse mancanze. E le vedo in ogni settore.
E continuo a chiedermi perché…. Cosa cazzo mi sfugge ancora. Come
per tutti la prima fase prevede la frustrazione, partiamo dal
presupposto che se ricapita a me per tutto quello che so, che
scrivo e di cui sono convinta è plateale che mi dovrei prendere
a tortorate ogni mezzo secondo…
E lo faccio anche…
A parte l’incredulità …. Non è possibile di nuovo no.
Si Si Si invece di nuovo.
Si vive tutto il pacchetto, frustrazione, sconforto
Fallimento, persone sbagliate, tutto.
Eh no stavolta i compiti li ho fatti, ho studiato, ho applicato,
stavolta non è colpa mia…. E’ sempre la mia…
Questa è la fiammata ed è umana. Poi a freddo scatta la riflessione.
Stiamo sempre capo a dodici. Perché?
Non basta desiderare, volere, no.
Una cosa che riesce semplice è pensare a quello che vorremmo.
E’ come quando decidi di fare un viaggio… la similitudine è azzeccata
perché alla fine ogni cosa noi desideriamo comporta un percorso per
arrivarci. Possiamo essere molto precisi su quello che desideriamo,
fare elenchi, immaginarlo, viverlo, pensarlo, crearlo… tutto il processo
corretto.
Arriviamo in stazione e dobbiamo fare il biglietto.
Qui io mi fermo o mi perdo. Sto ferma davanti alla biglietteria e vedo
passare tutti i treni. Li vedo fermarsi. Si aprono le porte. Belli,
comodi, veloci, di lusso, non è nemmeno più quello il punto.
Una cosa ormai mi è chiara non sono le situazioni il punto. Non lo sono
mai. Le situazioni solitamente seguono le scusanti. Tutto si organizza in
base a quello che vogliamo. E il punto è che io non li prendo mai i treni.
Li sogno, li immagino, ma poi non li prendo. In un modo o nell’ altro faccio
in modo di renderli inadeguati, difficili, scomodi.
A volte nego perfino che ci siano… pure questo faccio.
Un mio amico mi dice guarda che c’è il treno e io rispondo
Guarda che non c’è il treno….E lui insiste… non è un treno comodo ma c’è.
No Robè il treno non c’è. E questa è solo una delle opzioni.
Poi c’è quella ammazza quanto è bello sto treno.. quanto mi può piacere
sto treno… è proprio il treno che volevo… questa è la classica
Poi ovviamente parte il fischio… in carrozza…. Se come no… E partono le
scusanti… E’ pieno… siamo in troppi.. aspetto il prossimo
Era vuoto ma tranquilli che si riempie… ti giri è pieno di gente.
Non era poi cosi bello sto treno… no no mi sono sbagliata.. lo vedi,
sedili finta pelle… prezzo troppo alto… servizio troppo misero…
Se prima c’era la moquette ti giri e ci ritrovi le assi di legno e pure
con i tarli…
Poi c’è il ma dove va sto treno? Eh porca miseria mica posso partire
senza sapere dove vado… No no bisogna saperlo…
Dove va il treno? No perché io voglio andare a San Diego.
Va a San Diego…. Toh…. Cazzo….
Ma siamo sicuri che va a San Diego? Si si… Ah
Ma io sono sicura che voglio andare a San Diego?
Si si certa… assolutamente… Cazzo San Diego… è il mio…
Mi metto pure in fila per fare il biglietto.. sempre ripetendo però
San Diego? Porca miseria va a San Diego…
Ma io che cavolo ci volevo andare a fare a San Diego…
Problema tecnico, treno cancellato.
Lo vedi.. non posso andare a San Diego..
Ho preso la residenza in stazione … ma non ho mai fatto un biglietto.
Continuo a stare li a guardare passare i treni.
Tom Hanks era fermo all’aeroporto … almeno a lui gli avevano tolto
il passaporto…. A me scade di continuo.
E ogni scusa è buona per renderli sbagliati. Perché troverò sempre il
modo per renderli tali. La verità come dicevo è che non ho mai deciso
di prenderli. E tutto il resto erano solo scusanti ad hoc.
E mi sono anche resa conto che quelli che prendo non li prendo perché
sono io a volerli veramente ma perché assecondo il volere degli altri.
E’ la vibrazione più forte che è determinante e se l’altra parte è
convinta … noi svolgiamo il ruolo. Salvo che se alla lunga non
coincide con quello che vogliamo… ci si butta fuori a razzo dal treno
anche in corsa. E anche in quello … un fenomeno… nemmeno uno stuntman
mi frega… E ora la domanda giusta. Perché?
Molte risposte me le sono già date sopra del perché delle cose.
E’ rimasta l’ultima. Perché? Perché dico di volere una cosa e poi la
boicotto per non averla? La risposta sarà sempre la stessa. Paura.
Per tutti è la stessa. Può cambiare il motivo ma la risposta è sempre
quella. Paura di cambiare le cose. Paura di dover cambiare noi. Essere
diversi da quelli che siamo. Paura di quello che non conosciamo.
Paura di dover ripartire da capo. Paura di soffrire di nuovo. Paura di
sbagliare di nuovo. Paura di lasciare il certo per l’incerto senza
sapere se davvero l’incerto è quello che vogliamo.
Questo lo conosco non è proprio quello che vorrei ma so come gestirlo.
Questo ci frega. Questo mi frega. La mente mente. E lo fa
deliberatamente a prescindere da quello che pensiamo. E’ come se dentro
ognuno di noi ci fossero due entità.
Non parlo di bene e male. Quella è dualità.
Il bene e il male coabitano in ognuno fate pace con questo. Ma una parte
crea e l’altra distrugge. Come mi piace questa cosa… e l’altra dice sul serio?
Ne sei cosi sicura? Guarda bene.
“Oh heaven I wait with good intentions but the day it always last too long,
Then I’m gone…” Più o meno è questo…
E per l’ennesima volta ti fermi e osservi. Sarebbe cosi facile scaricare le
colpe sul treno di turno. Cosi facile…
Potrei fare il copia e incolla delle motivazioni tanto sono
sempre le stesse. Tra l’altro sembra che sto accorciando i tempi perché
questo l’ho boicottato prima di subito povero cristo…
Ma mi rendo conto che non è cosi che risolvo il problema.
Domani sarei di nuovo punto e a capo.
Altro giro altra corsa.
E obiettivamente anche il parlarne risolvo poco.
Perché ovviamente tutti diranno si ma anche lui però…
E io so benissimo che sta svolgendo il solito ruolo che gli
Ho affibbiato.
Qualcuno scrive voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho. Io oggi
penso che dobbiamo essere noi ad essere all’altezza dei nostri sogni
per viverli. E spesso non ci crediamo sul serio…
E fino a quando non ci crediamo, non lo vogliamo sul serio,
non decidiamo sul serio staremo sempre fermi in biglietteria.
E forse… e il forse è d’obbligo per tutto quello scritto sopra…
può essere che le biglietterie e le stazioni mi hanno rotto le palle.

“Il cuore del ragazzo cominciò a parlargli di paura. Gli raccontava
storie che aveva udito dall’anima del Mondo, storie di uomini che erano
andati in cerca di tesori e non li avevano mai trovati. Ogni tanto
spaventava il ragazzo con il pensiero che anche lui avrebbe potuto non
scoprire il tesoro, o morire nel deserto. Altre volte gli insinuava di
essere già soddisfatto, di avere già trovato un amore E tante monete
d’oro. “Il mio cuore è traditore” disse il ragazzo all’alchimista.
“Non voglio che continui a parlare”.
“E’ un bene.” Rispose l’alchimista. “E’ la prova che il tuo cuore
è vivo. E’ naturale avere paura di scambiare per un sogno tutto ciò
che già si è ottenuto.” “Perché, allora, devo ascoltare il mio cuore?”
“Perché non riuscirai mai a farlo stare zitto. E per quanto tu finga
di non ascoltare quello che dice, sarà sempre nel tuo petto e
continuerà a ripetere quello che pensa della vita e del mondo.”
“Anche se è traditore?”
“Il tradimento è il colpo che non ti aspetti. E se tu saprai
conoscere bene il tuo cuore, esso non te lo darà mai. Perché
conoscerai i tuoi sogni e i tuoi desideri, e saprai fronteggiarli.
Nessuno riesce a sfuggire al proprio cuore. Quindi è meglio ascoltare
ciò che dice. Perché non si abbatta mai quel colpo che non ti aspetti.”
Mentre camminava nel deserto, il ragazzo continuò ad ascoltare il
proprio cuore. Cominciò a riconoscerne i trabocchetti e i trucchi e
cominciò ad accettarlo cosi com’era. Allora non ebbe più paura, ma non
ebbe più neppure il desiderio di tornare indietro, perché un pomeriggio
il cuore gli disse che lui era felice.
“Anche se ogni tanto mi lamento” diceva il suo cuore, “lo faccio perché
sono il cuore di un uomo e i cuori degli uomini sono cosi: hanno paura
di realizzare i sogni più grandi, perché pensano di non meritarlo, o
di non riuscire a raggiungerli. Noi, i cuori, siamo terrorizzati al solo
pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero
potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto
essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perché
quando Ciò accade, noi ne soffriamo intensamente.”
“Il mio cuore ha paura di soffrire,” disse il ragazzo all’alchimista,
una sera in cui guardavano il cielo senza luna.
“Digli che la paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza.
E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri
sogni, perché ogni momento di ricerca è un momento di incontro con Dio e
con l’eternità.”
“Ogni momento di ricerca è un momento di incontro” ripetè il ragazzo al
proprio cuore. “Mentre cercavo il mio tesoro tutti i giorni erano giorni
luminosi, perché sapevo che ogni ora faceva parte del sogno da ritrovare.
Mentre cercavo questo mio tesoro, lungo il cammino ho scoperto cose che
non avrei mai sognato di trovare se non avessi avuto il coraggio di
tentare ciò che era impossibile per un pastore”………
“Per ogni uomo sulla faccia della terra c’è un tesoro che lo aspetta”
disse il cuore. “Noi i cuori, solitamente parliamo poco di questi tesori,
perché gli uomini ormai non vogliono più trovarli. Ne parliamo soltanto
ai bambini. Poi lasciamo che la vita indirizzi ciascuno verso il proprio
destino. Ma, purtroppo, soltanto pochi seguono il cammino tracciato per
loro, il cammino della loro leggenda personale e della felicità.
Ritengono che il mondo sia qualcosa di minaccioso ed è
per questo che il mondo diviene qualcosa di minaccioso”……….
“Perché mai i cuori non suggeriscono agli uomini di continuare a seguire
i propri sogni?” domandò il ragazzo all’alchimista.
“Perché in tal caso, è il cuore a soffrire di più. E ai cuori non piace
affatto soffrire.” Da quel giorno il ragazzo comprese il proprio cuore
e gli chiese di non abbandonarlo mai. E lo pregò, quando egli si fosse
trovato lontano dai propri sogni, di stringergli il petto e mandargli
cosi un segnale di allarme. Il ragazzo giurò che ogni qualvolta avesse
udito questo segnale, lo avrebbe seguito……..
“Era questo che dovevo ancora conoscere?”
“No,” rispose l’alchimista. “Quanto ancora devi sapere è questo: prima
di realizzare un sogno, l’anima del mondo decide sempre di provare tutto
quanto si è appreso durante il cammino. E lo fa non perché sia cattiva,
ma perché noi possiamo conquistare, insieme al nostro sogno, il nostro
cammino verso di lui. E’ il momento in cui la maggior parte degli uomini
desiste. E noi nel linguaggio del deserto, lo definiamo con l’espressione
“morire di sete quando le palme compaiono già all’orizzonte.”
Una ricerca comincia sempre con la fortuna del principiante. E finisce
sempre con la prova del conquistatore.”
Il ragazzo di rammentò di un vecchio proverbio del suo paese: l’ora più
buia era sempre quella che precedeva il sorgere del sole.
- Paulho Coelho / L’Alchimista -

Le risposte sbagliate

contrari

Se ci piace il bello ci deve piacere pure il brutto e se davvero
Siamo uguali o simili o affini quello che non ci piace dell’altro
Non ci piace di noi (vedi il post prima).
Non si può fare il due pesi e due misure.
E se solo si usasse quella similitudine
Quante cose si capirebbero in due minuti…
Ma lo neghiamo. La fiera delle negazioni.
Con il relativo scarico di coscienza che solitamente parte con
Il “Perché tu” farcito ovviamente dal dito puntato.
E li dovrebbe scattare… “Scusa… ma non eravamo uguali?”

Citazione dal post precedente. Perché lo ripeto?
Cosi… sempre il solito caso. Forse a qualcuno è sfuggito.
E se vi ricorda qualcosa….SCOPA!
Sono profetica come al solito?
O creo? Penso, verbalizzo, scrivo. Creazione in corso.
Funziona cosi alla fine.
Andamenti, atteggiamenti, pensieri, ripetuti.
Sempre gli stessi. Sempre con lo stesso risultato.
O per meglio dire cambiando l’ordine dei fattori il
Risultato non cambia.
Sto notando come tante cose che scrivo si applicano poi
A tante ma tante situazioni.
E non sto dicendo che sono assoluti ma se più di
Qualcuno mi dice che non fanno una piega forse tanto
Sbagliati non sono.
Insomma faccio il grillo parlante per più di qualcuno e
Anche per me stessa. Le famose voci nella testa che alla fine
Hanno anche ragione? Cosi pare…
La cosa simpatica è che più di qualcuno prende di quello
Che dico (ops scrivo) solo quello che fa comodo.
E non si fa …. :)
Sono scomoda lo so…. lo sono sempre stata
Anche per me stessa.
Partiamo dai famosi atteggiamenti che infastidiscono.
Solitamente corrispondono a qualcosa di noi che non accettiamo.
Quindi qualcosa che ci appartiene ma non vediamo o non
Consideriamo. Eccolo lo specchio. Altrimenti dove sarebbe la
Riflessione (intesa nel doppio senso ottico e mentale).
Non c’è anche una risposta intrinseca in questo?
Serve la domanda?
Se da una parte si ammette un atteggiamento e un errore
Qual è il senso di continuarlo a indicare senza fare la
Necessaria riflessione su se stessi?
Si crea il solito loop… che conosco bene ormai.
Tu hai fatto questo o non hai fatto questo.
L’altro ammette. Si è vero. Ma tu hai fatto questo.
Si è vero. Ma tu hai fatto questo….
Potrei andare all’infinito.
Adesso se metto vi ricorda qualcuno devo fare l’appello :)
State risolvendo il problema? No
State indicando una soluzione? No
Ovviamente segue il Non c’è soluzione.
Ok non c’è soluzione. Quindi scelta. Storia. Oltre.
Ma si torna a parlarne comunque. Quindi dov’è la scelta?
Non c’è. In verità la scelta non c’è. C’è il compromesso
Con se stessi e il non ci riesco.
E questa è la prima parte del problema.
“Whether you think you can or you can’t either way you’re right”
Per una volta non è Jack Sparrow ma T. Ford.
Il senso sempre lo stesso. Lo decidiamo noi se una cosa è possibile
O impossibile. E sono valide tutte e due per lo stesso motivo.
Una banda di folli che parte dal presupposto che non si è
fatto nulla. Modi sbagliati, mezzi sbagliati, verità mancate.
Vero…non si dice nulla e si dice tutto.
Un nulla che corrisponde probabilmente, e il probabilmente
Come nell’altro post è un eufemismo, a un altro nulla.
Quindi necessario corollario, quanto mi sta simpatica questa
frase, stiamo parlando del nulla.
Mai il nulla fu cosi chiacchierato!
Pensa quanto sono c…..na io che ci faccio anche i post sul
Nulla….
Altro concetto non compreso. Atteggiamenti.
Il mio atteggiamento provoca una risposta in chi ho di fronte.
Non mi piace questo di te. Ok.
Ci si ferma mai a capire perché l’altra persona si comporta
Come si comporta? No
Possibile che lo faccio solo io?
Ho fatto il racconto della mia riflessione su me stessa e su
Quello che la persona che avevo davanti percepiva.
E mi sono presa la responsabilità di quello che mi veniva detto.
Io faccio questo e creo questo. Lui faceva a suo modo altro.
Poi capita che una persona fa la riflessione e l’altra no.
Cosa faccio io per creare questo? Questa parte manca sempre,
viene tralasciata ma è parte integrante del concetto.
Se la persona non fa o non dice qualcosa siete sicuri di
Metterla nella condizione per farlo?
Era questa la riflessione da fare. Cosa faccio io per creare questo?
Adesso minimo scatta il coro
Io? E io che c’entro. E’ un’interazione. Ci sono due lati della
Medaglia. E che ci piaccia o no ognuno fa il suo. Non esiste
Io faccio bene e l’altro no. C’è che ognuno fa il suo e se il risultato
Non va entrambi stiamo compartecipando all’errore.
Il più delle volte il problema parte dalla non chiarezza o
Linearità nel modo di comportarsi.
Come vedere un film con il sonoro sbagliato.
Si invia un messaggio in un modo e lo si smentisce in un altro
con il risultato che la persona davanti pensa ho capito male
e si ferma. Non capisce quale dei due seguire.
Mi stai dicendo questo o mi stai dicendo quest’altro?
Vuoi questo o vuoi quest’altro?
E solitamente uno è il contrario dell’altro. E mi ci metto io
Per prima. Perché si crea?
Ognuno ha i suoi motivi, imbarazzo, timidezza, mettere le mani
Avanti per non cadere indietro, paura di mettersi in gioco,
puntigli, insicurezza, evitare discussioni, paura di smentirsi ….
Salvo poi smentire tutto lo smentibile…
Ognuno ha il suo e ognuno dovrebbe fare la riflessione per
Capire da dove parte e perché.
E da qui nascono anche i paradossi. Due film diversi che
viaggiano in parallelo con due trame totalmente contrastanti.
Qui ha ragione uno dei miei famigerati amici quando dice che
In tanti atteggiamenti alla fine ci si asseconda.
Se uno dei due mettesse il punto il problema si risolverebbe
Subito. Invece no. Perché teoria vorrebbe che se non capisci
chiedi. Ma siamo tutti figli di Denim e quindi non chiediamo mai.
Altra paura. Di passare per stupidi, di fraintendere, e anche di
Ricevere risposte sgradite, ammettiamolo.
Ci facciamo le domande e ci diamo le risposte e come dice
Quelo ci sta anche e spesso che siano sbagliate.
Mettiamoci anche che solitamente ci si da le risposte che
Fanno più comodo perché non ti impongono la presa di
Posizione. Il chiedere espone. Il rispondersi da soli no.
Assecondare uno dei messaggi anche se sbagliato e dargli
valore nemmeno.
Nel senso che se ti dai una risposta poi per coerenza dovresti
Comportarti di conseguenza.
E questo nemmeno si fa…. Si assecondano entrambi i film.
E a un certo punto ti trovi che non ci si capisce più un benemerito
Tutto è valido e tutto no.
Ma questo non è una scusante e soprattutto non lo è per nessuno.
Nemmeno per me.
Quello che accade è sempre valutare il proprio punto di vista
Mai quello dell’altro. Io vivo questo, tu mi fai vivere questo.
Mai una volta che si comprenda che dall’altra parte è lo stesso.
Che c’è un continuo stelle/stalle. E anche nel migliore dei
Periodi si verifica sempre il solito andamento. Discorsi in
Terza persona, metafore, si sente parlare di tutti meno che di
Te tanto che alla fine ci si sente anche trasparente, che cazzo
Ci sto facendo io qua, si dice di tutto e si nega di tutto.
Le cose normali diventano anormali.
Tutte eccezioni che confermano la regola ma non si capisce
Quale sia la regola.
Ora buon senso vuole che per par condicio io capovolga il tutto.
E sapete che succede. Sempre la solita… fa SCOPA.
Perché ci si autoalimenta l’un l’altro nell’errore.
Da qualche parte è iniziato e non si riesce a scendere dalla giostra.
E non è che uno vince e uno perde. Ci sono due perdenti.
Tutto questo è applicabile a qualsiasi situazione a qualsiasi
Persona.
A questo punto la giusta riflessione sarebbe:
Se mi si ripetono le situazioni che faccio io per crearle?
Cazzo sempre la stessa?!
E ve lo dico perché ho vissuto anche questo ma il punto fermo
l’ho messo subito. Errare umanum est….
Ma conosco l’andamento e il punto fermo dopo lo metti.
Ho imparato la lezione.
Ma quello che fa la differenza è che non è la stessa cosa ……
E questo ci fa incazzare ancora di più….
Perché dentro di noi continuiamo a dirci io non sono cosi.
E il più delle volte è anche vero. Ma in determinati frangenti
E con determinate persone siamo proprio cosi…. E ci dobbiamo
stare… purtroppo.
E che almeno queste riflessioni possano essere d’aiuto a
qualcuno ….

“Non sono nulla” di Fernando Pessoa

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente,
un vacuo vento del sud,
sotto il vasto azzurro cielo mi desta,
rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l’amore
marcisce sul morto tronco dell’illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell’ombra, incerto cuore.

Di sicuro c’è che io esisto, questo non posso negarlo,
perché devo esistere per poterlo negare.
Tratto da:http://euridice-euridice.blogspot.com

Dell’amore e altre insicurezze…

insicurezza

Mi stanno balzando agli occhi tante situazioni forse
Anche perché sto facendo il grillo parlante per una
Coppia di miei amici, il terzo esterno, che vedo tante
dinamiche particolari ripetersi come copioni già scritti.
Le famose convinzioni limitanti.
Il bello è che vederli negli altri te le rende più comprensibili
anche a te stesso.
Nell’ultimo post raccontavo di come a volte ricopriamo
un ruolo per gli altri. Oggi vorrei invece parlare di
quel ruolo che noi imponiamo a noi stessi.
Ognuno di noi ha una visione di se stesso, si ritiene in
un certo modo, ha le sue convinzioni sui suoi pregi e
I suoi difetti. Tutto questo ovviamente si crea nel corso
Degli anni, in base alle esperienze vissute, e all’interazione
Con gli altri. Molto spesso cerchiamo per far felici gli
Altri di essere quello che loro si aspettano.
E qui parte il primo grande problema. Le aspettative degli
Altri. Chi non ha provato ad essere quello che i genitori
Si aspettavano? E soprattutto qualcuno ci è riuscito?
Uno dei maggiori contrasti che vedo in giro è proprio questo.
C’è chi asseconda le aspettative che un bel giorno si sveglia
E si accorge di vivere una vita che non vuole, e a dover
Ripartire da zero, nel caso in cui si decida a metterci mano.
Chi non asseconda le aspettative si trova a lottare per farsi
Accettare per quello che è ed amare a prescindere da quello
che è. Non c’è niente di peggio che tentare di essere quelli
che non siamo per far felice qualcuno. Alla lunga non dura.
Alla lunga diventa una gabbia per chi ci prova e una
Delusione per chi ha imposto quel comportamento.
Nessuno può rendere felice nessuno se non lui stesso.
La felicità, la serenità, come si legge spesso, non si può
Trovare all’esterno. Siamo noi a doverci rendere felici per
Conto nostro e a prescindere dal mondo esterno. Nessun
Altro lo può fare e se lo fa non durerà. Perché arriverà il
Giorno che gli altri, e nel caso delle relazioni, l’altro
Tornerà ad essere se stesso e la festa finirà. E li partiranno
I problemi. Troppo spesso si fa dipendere il nostro stare
Bene da quello che fa qualcun altro e si incolpa quel
Qualcuno per il nostro stare male. Ma non è mai cosi.
Cerchiamo amore nei posti sbagliati.
E’ come dire ho bisogno di te per essere felice ma allo stesso
Tempo sei tu che mi rendi infelice. Un’arma a doppio taglio.
La vittima e il carnefice. E solitamente è reciproca.
Sempre perché si attrae quello che si è. I famosi due
Mendicanti di Osho per chi lo conosce.
La verità è che spesso non bastiamo a noi stessi.
E ne ero convinta anche io fino a poco tempo fa del
famoso cerchio che si chiude solo con la determinata persona.
Il cerchio siamo noi e lo possiamo chiudere solo noi stessi.
Non è questione di completarsi a vicenda ma essere completi
Per se stessi per poi potersi relazionare nel modo corretto a
Qualcun altro che deve a sua volta essere completo di per se.
Se qualcuno vi dice ho bisogno di te perché senza di te non vivo
Scappate a gambe levate. Perché vi sta dando la responsabilità
Del suo stare bene e male e non è possibile.
Ci imponiamo di essere in un determinato modo perché il
Mondo, la società, la famiglia, il compagno, ci impone di
Essere in quel modo. Se sei cosi sei meritevole di amore
Di stima, di fiducia, di amicizia etc etc.
Comodo non trovate. Dov’è la difficoltà?
Sei cosi meraviglioso, cosi speciale, cosi perfetto… come
Potrei io non amarti? Esatto…. Tu che stai facendo di cosi
Speciale? Amami quando sono me stesso/a, quando sono
cattiva, egoista, opportunista, bugiarda, stronza.
Allora davvero potrai dire di amarmi sul serio.
Perché è questo che solitamente si fa. Si ama la perfezione.
Ma la perfezione non esiste. Ed è inutile cercarla perché
Non si troverà mai.
C’è poi anche un altro problema di fondo. E ne parlavo proprio
Con uno dei miei due amici. Molto spesso si sbagliano i
Termini che si usano creando una grande confusione.
L’ho conosciuta e mi sono innamorato di lei.
Bello. Poi continui a parlarci e scopri che con l’altra persona
C’è stato solo il saluto e qualche sorriso. Innamorato.
Ti piaceva. No ero perso di lei. Ma di chi? Dell’involucro?
Quando si conosce qualcuno si tende a creare una immagine
Personale della persona. Ed è per quello che poi si arriva al
“Non sei come credevo o come eri all’inizio”. Non era
Lei/lui in effetti era solo una proiezione personale di quello
Che si voleva credere. Conoscere una persona ed amarla è
Altro e non succede dall’oggi al domani.
Si possono vivere belle sensazioni, emozioni, stati di grazia
Ma ancora non è amore.
E’ successo anche a me. Solo che ormai ho scelto di non
Assecondare e quindi al “Mi sto innamorando di te”
Io rispondo proprio cosi “Di chi? Ancora non sai niente di me
Mi conosci da 10 giorni” e poi mi dicono che ho il lato
Camionistico che esce fuori perché non apprezzo le romanticherie.
Non è che non fa piacere ma è una gratificazione dell’ego senza
Fondamento.
Il sogno della mia vita è una persona che mi dice si sei una gran
stronza ma ti amo lo stesso o nonostante questo. Si lo so sembra
folle ma quando mai sono stata normale…. :)
All’inizio tutto è perfetto perché ci si asseconda. Altra cavolata
immane. A te piace questo anche a me, vuoi fare questo anche io
etc etc. Quanto dura?
Il tempo per cui gli occhi a cuore ti tornano normali per poi
passare a infernali e dal Mulino Bianco a Cime tempestose.
E meno che mai se io ti do tu mi devi dare…. Ancora peggio.
Dare per ricevere è un suicidio annunciato. Aspettarsi il
Ritorno di quello che abbiamo dato è la cosa peggiore che
Si possa fare. E come fare qualcosa e rinfacciarla alla prima
Occasione. Meglio non farla per nulla.
Se si da lo si fa perché si vuole farlo, perché rende felici noi
Per primi a prescindere da quello che si ottiene anzi proprio
Perché non si vuole nulla in cambio. E forse, e il forse se
Potete toglietelo, sarà la volta buona che si ottiene molto di
Più di quello che ci si aspetta di solito.
Cosi come il pan per focaccia. Tu mi hai fatto questo e allora
Io ti devo fare di peggio…Buona parte delle volte l’altro non
Si è nemmeno accorto della cosa, è totalmente inconsapevole
Del danno arrecato, ma sempre in virtù della nostra mente
Diversamente sana, noi ci creiamo il dramma, siamo il PM,
la giuria, il giudice e soprattutto parte il rito abbreviato con la
relativa, sentenza senza appello. COLPEVOLE
E mo so cavoli tua… si dice a Roma.
E per carità non dico che non ci siano le motivazioni valide..
Magari ci sono sul serio… ma l’altro non è noi è se stesso e
Pensa con la sua di testa, e ha il suo di metro di giudizio non
Il nostro. La cosa più bella è quando si dice lui/lei è come me.
Quanto ci piace… lo vogliamo dire? C’è una soddisfazione
Intrinseca alla frase proprio che ci riempie. Perché il sottotitolo
È “è meraviglioso perché è come me”. Vi dice niente? :)
Il meglio viene dopo… quando poi si dovrebbe dire
Porca paletta è pure bastardo come me!!!
Quello non si dice mai….. Eh no in questo non siamo uguali…
Figurarsi.
E invece si …uguali anche in quello e ci dobbiamo stare.
Se ci piace il bello ci deve piacere pure il brutto e se davvero
Siamo uguali o simili o affini quello che non ci piace dell’altro
Non ci piace di noi (vedi il post prima). Non si può fare il
Due pesi e due misure. E se solo si usasse quella similitudine
Quante cose si capirebbero in due minuti…
Ma lo neghiamo. La fiera delle negazioni.
Con il relativo scarico di coscienza che solitamente parte con
Il “Perché tu” farcito ovviamente dal dito puntato.
E li dovrebbe scattare… “Scusa… ma non eravamo uguali?”
Tutto fa parte di noi e noi facciamo parte di tutto.
Senza contare che non siamo una pietra ferma.
Come dicevo nel precedente post ognuno di noi si comporta
in base a quello che vive, a quello di cui sente di aver bisogno
in un determinato momento. Siamo in continuo movimento ed
evoluzione. Eppure pretendiamo di essere marmorei.
E non è questione di integrità, o di coerenza.
Ci sono cose che viviamo perché dobbiamo imparare qualcosa
di noi stessi. E lo possiamo fare solo in quel modo.
E’ sempre il famoso giusto e sbagliato che fa il bello e il cattivo
Tempo. Ma l’ottica del giusto e sbagliato cambia da persona a
persona e cambia anche nella stessa persona a seconda dei
diversi momenti della vita. Non esiste un parametro certo.
Tutto questo cosa provoca?
Che noi oltre che degli altri diventiamo i peggiori giudici di noi
stessi. Prima del mondo esterno, prima degli altri, siamo noi che
ci facciamo quel famoso processo, ci stronchiamo
decidiamo anche inconsapevolmente se siamo meritevoli o meno.
A volte, e metto a volte perché sono ottimista, non sono gli altri
a giudicarci ma noi. La nostra convinzione su noi stessi la
vediamo rispecchiata negli altri, o meglio, per partito preso
pensiamo che gli altri pensino male di noi.
Se io penso male di me figurati cosa pensano gli altri.
La dinamica è questa. E da qui nasce se io non sono meritevole
Di amore, perché io per primo non lo penso, tu non mi puoi
Amare per quello che sono. E quindi o ti propino qualcosa di
Me che non è e cerco di convincerti, oppure non è possibile
Che tu mi ami e quindi mi stai prendendo per il deretano.
Nel primo caso torniamo all’ipotesi di prima, che alla lunga
Non dura, perché non siamo quello che fingiamo di essere,
con l’esito finale che l’altra parte si sente tradita o comunque
presa per i fondelli. Nel secondo caso ci sono gli eccessi di
gelosia, di sfiducia, le inquisizioni, perché tu non mi ami sul
serio e io devo trovare la prova di questa menzogna.
Tutto quello che scegliamo di vivere o che decidiamo di essere
Dipende da noi e da noi soltanto. Nessuno si può permettere di
Giudicare quello che siamo e quello che decidiamo di vivere,
perché nessuno, e lo ribadisco NESSUNO, è meglio di noi.
Nessuno è santo, nessuno è peccatore, nessuno è perfetto,
NESSUNO E’ PIU’ MERITEVOLE DI NOI e TUTTI
SIAMO MERITEVOLI. Parte tutto da questo.
Nessuno è superiore e nessuno è inferiore.
Possiamo essere tutto quello che vogliamo se lo vogliamo e
Lo dobbiamo decidere noi non gli altri. Se agli altri sta bene
Bene se non gli sta bene è un problema loro.
E necessario corollario… lo facciamo decidere agli altri se
Magari ci possono amare per come siamo invece di dargli
La versione riveduta e corretta o partire dal non sono
Abbastanza per te quindi non mi puoi amare?
Se si partisse da questa certezza svanirebbero tante problematiche.
Nessuno ci farebbe sentire insicuro, infelice, insoddisfatto.
E soprattutto nessuno avrebbe il dovere di farci sentire il contrario.
Siamo noi che mettiamo il coltello in mano agli altri e gli
Diciamo tieni pugnalami qui. E quando lo fanno poi ce la
Prendiamo con gli altri…. Lo vedi mi hai pugnalato.
Mi hai messo il coltello in mano io nemmeno lo volevo….
Anzi per meglio dire non solo mi hai messo il coltello in
Mano ma ti ci sei fiondato sopra da solo/a perché ti dovevi
Punire per quanto sei immeritevole :) .
Se non ci amiamo e ci apprezziamo noi come possiamo
Pretendere che lo facciano gli altri?
Questa gira da una vita lo so… ma è una verità.
Se io sono convinto di ciò che sono e di quello che valgo,
se decido con consapevolezza quello che voglio vivere e
scelgo di viverlo non me ne deve importare nulla di
quello che pensa il resto del mondo. E soprattutto anche
nel caso in cui il mondo si permettesse o arrogasse il
diritto di dirmi che non è giusto, che ho sbagliato, io sarei
li a dire, non è un problema tuo, non ho chiesto il tuo
parere, non ho soprattutto bisogno del tuo parere, tanto meno
del tuo appoggio o avallo. E’ la mia vita, e se sbaglio pago io.
Mi prendo la responsabilità delle mie azioni e nel caso di
Porvi rimedio come credo.
E se mi ami mi devi amare per quello che sono, per quello
Che voglio essere e mi devi accettare cosi, pacchetto completo.
Non sono perfetto/a? Nemmeno tu lo sei ma io ti amo lo stesso.
Questo dovrebbe essere. Dovremmo permettere agli altri di
Amarci per quello che siamo, o per meglio dire rischiare di
Essere amati per quello che siamo. Nessuno ci chiede di
Essere diversi, siamo noi che ce lo imponiamo.
Per essere amata devo essere cosi. Ma dove è scritto?
Ma chi te l’ha chiesto? E solitamente la risposta è tu me lo chiedi.
No. Non è lui, ne lei. Siamo noi e le nostre convinzioni del come
Devo essere per….
L’esperienza si crea vivendo.
La saggezza non viene dal nulla e soprattutto non viene solo
Dall’ascoltare o leggere concetti astratti su un libro.
Si questa cosa è vera assolutamente. E poi non l’hai capita
Perché non l’hai vissuta. Mai successo di leggere un libro
E alla terza o quarta volta percepire o capire qualcosa che
Avevate letto tutte le volte e magari anche pensato di aver
Capito e poi la rivedete li e la collegate ora a qualcosa che
Avete vissuto. Ma ora è diverso. Chi non sbaglia non vive
Vegeta. Chi non sbaglia non fa niente, solitamente guarda
Gli altri vivere e gli rompe pure i cosiddetti.
Hai sbagliato. Si ma io ho vissuto tu? Guardi?
Quelli che prendono le più grosse cantonate sono quelli
Che alla lunga sono più saggi degli altri. Questo vedo.
Più ti metti in gioco, più comprendi, più sbagli, più sai,
e tante volte lo stesso errore lo ripeti, lo ripeti, lo ripeti,
oops I did it again. Non è mai lo stesso… sembra ma ogni
volta fai il passettino in più. Si oggi mi hai rifregato ma
la prima ci ho messo 1 anno a capirlo, la seconda 6 mesi,
la terza 1 settimana, oggi due ore. Alla fine non sbagli più.
E non mi dite cazzo e che sei di coccio…. :)
Perché succede a tutti indistintamente.
Vedo persone passare anni a fustigarsi per scelte sbagliate
E a cercare di essere qualcuno che non sono
E ora voglio aprire una parentesi sulle due persone che mi
hanno portato a questa riflessione. Una la conosco da una
vita si può dire. L’altra da qualche anno e sono la causa che
li ha portati a conoscersi e ad amarsi e che al momento è
forse l’unica sostenitrice di questo rapporto dopo loro due
e spesso nemmeno loro due….
Entrambi rientrano nelle categorie che ho descritto
Sopra, ed entrambi in modi diversi alla fine non si ritengono
Meritevoli di essere amati, di essere felici, e stanno piano
Piano affrontando prima di tutto i loro limiti e poi quelli
Che di conseguenza vivono nella relazione fra di loro.
E’ vero che sto facendo il grillo parlante a Voi,
e che ci stiamo scornando di continuo, e con uno dei due
più che con l’altro ma è storia vecchia :)
ma allo stesso tempo lo sto facendo anche x me perché essendo
Umana e non perfetta sono fallibile… anzi sono
Meravigliosamente fallibile. L’ho già scritto in un post di qualche
Tempo fa e lo ribadisco.
Quello che penso di Voi, come di tutte le persone meravigliose
Che sono nella mia vita, non cambia per quello che farete o sceglierete
Di vivere e di essere e non cambierà in futuro comunque vadano le cose.
Siete anche voi persone meravigliose e speciali ma non
perfette…. e io vi voglio bene lo stesso….. :)

Degli specchi….

incomprensione

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi…

Le persone che ci circondano funzionano da specchi.
E molto spesso quello che non ci piace in loro è qualcosa
che non accettiamo in noi stessi. Senza contare che il
continuare a porci l’attenzione attira sempre lo stesso
tipo di comportamento da parte di quelle persone.
Se ci convinciamo che una persona ci è antipatica continuerà a
essere antipatica perché continueremo a cercare in lei quello
che ce la rende tale. E lei avrà quel ruolo. E’ la legge.
Ho scoperto che ognuno di noi ricopre un ruolo nella vita degli
altri e che quel ruolo molto spesso è indipendente da noi stessi.
Come dire che qualcuno può decidere come noi ci comportiamo?
Follia vero? Beh eppure succede.
Ho sempre detto che sono tutto e il suo contrario e il fondamento è
proprio nel modo in cui ci si relaziona con il mondo esterno.
Ogni comportamento ci appartiene ma dipende anche dal modo in
cui gli altri si relazionano con noi.
Se qualcuno ci fa un torto, ci fa arrabbiare, si pone in modo arrogante
comunque noi, anche se abitualmente siamo persone affabili e gentili,
ci comportiamo con loro diciamo male, scambiando il favore a chi
abbiamo di fronte. Credo capiti a tutti.
E ovviamente si pensa beh se l’è cercato. E’ vero. Ma comunque noi
abbiamo ricoperto un ruolo nei confronti di quella persona anche se
non ci appartiene. E a quel punto non è vero che non ci appartiene.
Ci appartiene come e quando serve. In virtù di questo nessun difetto
o atteggiamento ci è precluso.
E’ un universo che funziona per inclusione e per similitudine vibrazionale.
Un parolone eh lo so….
Vuol dire che non solo gli opposti non si attraggono anzi è l’esatto contrario.
Attiriamo quello che siamo, anzi per dirla meglio quella che è la nostra
vibrazione. Quindi … se quello che arriva non ci piace…. Bisogna fermarsi a
riflettere. Perché sto attirando questo?
E’ che a volte quello che meno ci piace di noi diventa il nostro drago.
E ce lo ritirano fuori di continuo fino a quando non ci decidiamo ad affrontarlo
e a risolverlo, comprenderlo, accettarlo.
Sarebbe ancora meglio non pensarci per niente ne in bene ne in male
Se solo non ci si soffermasse sempre e comunque.
A volte continuiamo a ravanare (concedetemelo il termine perché rende
perfettamente il senso) sulle stesse cose. Andiamo in loop.
Nei secoli dei secoli.
“Il problema non è il problema ma il tuo atteggiamento rispetto Al problema”.
Si certo la citazione di Jack Sparrow non è proprio il massimo ma il concetto
è perfetto.
Il problema ha una vibrazione. La soluzione ne ha un’altra.
E per ottenere la seconda bisogna pensare alla seconda.
Come lo risolvo il problema?
Sembra una cazzata ma non lo è affatto.
Anche perché tanti come me continuano a farsi sempre tre milioni di domande
per comprendere a fondo le situazioni, i gesti, senza contare i film che si
creano. Ne vogliamo parlare?
Perché se dice questo, rispondo questo e poi dimmi che ora è?
E soprattutto se dice questo vuol dire quest’altro…. E poi se fa questo…
ho ragione io. Poi caso vuole che tutto va esattamente come previsto….
Ma dai…..
Ammazza sono strega….No! Sei creatrice…. Guarda che hai creato!!!!
Era tanto per fare un esempio
Ho scoperto che anche gli atteggiamenti fisici parlano per noi.
Ci sono delle situazioni che si ripropongono nel tempo con persone diverse.
E la prima volta ok può succedere, la seconda già ti fa pensare. Alla terza
ti fermi e dici eh no qui c’è un problema.
Poi caso vuole che incontri la persona che conosce la gestualità e la interpreta.
E ti fa la cronostoria di quello che hai fatto, del significato che ha e di quello
che la media della popolazione interpreta. E l’interpretazione a quanto sembra
è a prescindere dal conoscere il significato degli atteggiamenti o meno.
Si ha comunque una percezione anche inconsapevole, un
messaggio che viene comunque assorbito.
Guarda che mi stai dicendo questo.
No, io non ho parlato.
Ma mi stai dicendo questo.
Li è scattata fuori una scenetta simpatica alla Troisi e Lello Arena dei bei
tempi, con la sottoscritta che ovviamente si è riciclata un link di FB che ci
stava tutto: Sono responsabile di quello che dico io non di quello che capisci tu.
Ma nonostante tutto sembra che non funzioni cosi e io mi posso scornare come
mi pare. E non è piacevole.
Infatti la risposta è stata ma il mondo capisce questo….
Perché lo fai disperata ragazza mia…. Alla Masini!!!!
Quindi anche se io non dico nulla il mondo interpreta.
E io viaggio diversamente dal resto del mondo a quanto sembra. Lo vedi
quando dico che parlo una lingua diversa …..:)
Tant’è che alla fine e stavolta verbalmente ho dovuto precisare
“Senti non è questo che voglio dire, Ti do un manuale?”
E si scoprì che il manuale invece di servire a me serviva al resto del mondo :)
Quindi ….purtroppo e molto spesso, agiamo e ci comportiamo in un modo che
è per noi magari totalmente inconsapevole, ma che negli altri viene interpretato
provocando un comportamento di rimando. Ed è un circolo vizioso che si
interrompe solo nel momento in cui lo si comprende.
E la chiusura migliore che posso dare a questo post
…. C’è qualcosa che vi infastidisce in qualcuno??
Siete sicuri di non causarlo voi?
Meditate gente meditate :)

So dove sei

arcobalenoSo dove sei, ma non ti cerco,
lascio scivolare i minuti come gocce di sole
nello scorrere lento del tempo,
è nel rispetto del tuo volo
che non ti stringo a me,
perché ogni abbraccio soffoca, se non è liberato.
L’amore maturo questo alimenta,
nelle stagioni dell’equilibrio,
quando tutto appare per ciò che è.
Abbracciai il tuo corpo,
parlammo la stessa lingua,
sognammo terre vergini
dove vivere senza sogni
quello che è possibile
e che altri chiamano utopie.
L’amore maturo,
quello che intravedi
è solo un raggio che ti bacia i capelli
e risplendi nella città invernale
come una statua d’armonia.
So dove sei, ma non ti cerco
Perché quello è il tuo luogo
Dove nessuno ti potrà ferire
E dove io, senza saperlo,
approderò in un giorno senza limiti
dopo un lungo viaggio d’oblìo.

-Giuseppe D’Andrea-

Per gentile concessione :)

 
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