….i buchi neri in fondo sono stelle in avaria "N. Fabi"

tempo
Chi tempo aspetta, assai tempo si strugge:
e il tempo non aspetta, che via fugge.
-Lorenzo Il Magnifico-

Altra lezione che si rinnova.
Come tutte le cose che comprendiamo li per li e
Poi mettiamo da parte il giorno dopo.
Stiamo tanto a preoccuparci della fine del mondo
Senza renderci conto che per ognuno di noi potrebbe
esserlo tra 5 minuti non il 21/12 di un ipotetico anno.
Si sono le solite frasi fatte che prendono un sapore
Diverso solo in determinati momenti.
E purtroppo allora ci rendiamo conto a quante cose
Futili corriamo dietro. Di quanto male a volte
investiamo il nostro tempo.
Programmiamo le nostre vite senza fare i conti con
L’oste. Purtroppo certe cose non si scelgono.
Arrivano e basta e tu puoi solo cercare di gestirle
nella maniera migliore o per meglio dire alla meno
peggio. Di più non si può fare…
Non lo so… continuo a sperare che sia solo monito
Per qualcuno, perché impari a gestire meglio il tempo
Che gli è stato concesso mentre mi auguro che sia
Molto molto di più di quello che potrebbe sembrare.
Hoping for the best but expecting the worst…
…. Non era questo che volevo per te… non era questo…

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
… non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
-Indiani D’America-

27 Dicembre 2011 at 13:24 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

stazione

Ops I did it again. Ormai ci convivo
E’ stressante e frustrante ma è cosi.
Il sapere non basta. Non basta mai.
E le cose mi si ripresentano con una frequenza
Devastante devo dire.
Ho sempre pensato, e a maggior ragione ora,
che sia necessario sapere cosa si vuole.
Il punto di partenza è quello per qualsiasi cosa.
E ho sempre pensato di sapere cosa volevo.
C’è una frase bellissima o diciamo molto positiva
Che mi ripeto sempre “Dio non ti da mai un sogno
Senza darti i mezzi per realizzarlo”. E io ci credo
In questo. Quello che fa la differenza è primo averlo
il sogno, o per i pragmatici l’obiettivo. Fase 1 chiamiamola
cosi. In generale tutti, nessuno escluso, sogniamo o vogliamo
qualcosa anzi più di qualcosa. La pensiamo e poi facciamo
tutto quello che possiamo per realizzarla o cosi dovrebbe essere.
Teoria vuole che per quanto scritto sopra tutto sia realizzabile
e lo è. Ma tante cose non si realizzano.
Uno dei motivi è che smettiamo di crederci o che non ci abbiamo
mai creduto abbastanza.
Se ne pensano tante di cose e allo stesso tempo si pensa al
Quanto siano impossibili da realizzare annullando il desiderio.
Come in matematica un positivo e un negativo pareggiano.
Status quo. Tutto resta invariato.
In verità nulla sarebbe impossibile volendolo sul serio ma ci
mettiamo le limitazioni del caso per renderle tali.
Le ho scritte anche nei post prima…
Perché non basta volere qualcosa?
Perché troviamo sempre il modo di boicottarlo.
Perché questo facciamo ci boicottiamo.
Ecco questa è una delle domande che dovremmo farci e che
risolverebbe molte cose trovando la risposta.
Caso vuole poi che quello che in teoria è semplice non lo è.
(Vi faccio osservare una delle mie di limitazioni….
“Quello che è semplice non lo è”. Ecco ho appena dimostrato
inconsapevolmente quello che intendevo sopra).
Non è cosi scontato perfino arrivarci alla domanda perché devi
osservare la tua vita e capire il perché delle cose e per
esperienza di quello che vedo e delle persone che incrocio
lo facciamo in pochi. Io sono un’analitica questo l’ho
compreso ormai. Dico sempre che mi faccio troppe domande e ora
arrivo a benedirmi perché me le faccio…
Solo che come dicevo nei post prima… il più delle volte
sono sbagliate. E per arrivare alle domande giuste e alle
risposte giuste devi osservare.
E io continuo ad osservare sempre le stesse cose….
Perché accade? Perché c’è l’essenza di noi che vuole di più,
che punta al meglio, che desidera e lo fa di continuo.
Abbandoniamo la falsa premessa che chi si accontenta gode…
Perché chi si accontenta continua ad accumulare frustrazioni,
rabbia, e mettiamoci anche che non siamo nati per soffrire e
quindi tutto quello che ci circonda ci spinge a volere di più.
Se noi l’assecondassimo senza dubbi avremmo tutto.
Il problema è che non lo facciamo.
Nemmeno io lo faccio nonostante tutto.
Continuiamo a guardare la vetrina della pasticceria e ad
Obbligarci mentalmente a stare a dieta. Noi tapini…
Questo è. Poi io che sono anni che professo non è costa crociere..
Adesso sono partita con il mantra E’ COSTA CROCIERE
E’ COSTA CROCIERE E’ COSTA CROCIERE…
Non basta nemmeno quello….
Ho aperto qualche porta e ora vedo e analizzo le cose in modo
diverso, per fortuna mia dovrei aggiungere.
Ma non basta. Per l’ennesima volta rivedo le stesse dinamiche,
gli stessi difetti, le stesse mancanze. E le vedo in ogni settore.
E continuo a chiedermi perché…. Cosa cazzo mi sfugge ancora. Come
per tutti la prima fase prevede la frustrazione, partiamo dal
presupposto che se ricapita a me per tutto quello che so, che
scrivo e di cui sono convinta è plateale che mi dovrei prendere
a tortorate ogni mezzo secondo…
E lo faccio anche…
A parte l’incredulità …. Non è possibile di nuovo no.
Si Si Si invece di nuovo.
Si vive tutto il pacchetto, frustrazione, sconforto
Fallimento, persone sbagliate, tutto.
Eh no stavolta i compiti li ho fatti, ho studiato, ho applicato,
stavolta non è colpa mia…. E’ sempre la mia…
Questa è la fiammata ed è umana. Poi a freddo scatta la riflessione.
Stiamo sempre capo a dodici. Perché?
Non basta desiderare, volere, no.
Una cosa che riesce semplice è pensare a quello che vorremmo.
E’ come quando decidi di fare un viaggio… la similitudine è azzeccata
perché alla fine ogni cosa noi desideriamo comporta un percorso per
arrivarci. Possiamo essere molto precisi su quello che desideriamo,
fare elenchi, immaginarlo, viverlo, pensarlo, crearlo… tutto il processo
corretto.
Arriviamo in stazione e dobbiamo fare il biglietto.
Qui io mi fermo o mi perdo. Sto ferma davanti alla biglietteria e vedo
passare tutti i treni. Li vedo fermarsi. Si aprono le porte. Belli,
comodi, veloci, di lusso, non è nemmeno più quello il punto.
Una cosa ormai mi è chiara non sono le situazioni il punto. Non lo sono
mai. Le situazioni solitamente seguono le scusanti. Tutto si organizza in
base a quello che vogliamo. E il punto è che io non li prendo mai i treni.
Li sogno, li immagino, ma poi non li prendo. In un modo o nell’ altro faccio
in modo di renderli inadeguati, difficili, scomodi.
A volte nego perfino che ci siano… pure questo faccio.
Un mio amico mi dice guarda che c’è il treno e io rispondo
Guarda che non c’è il treno….E lui insiste… non è un treno comodo ma c’è.
No Robè il treno non c’è. E questa è solo una delle opzioni.
Poi c’è quella ammazza quanto è bello sto treno.. quanto mi può piacere
sto treno… è proprio il treno che volevo… questa è la classica
Poi ovviamente parte il fischio… in carrozza…. Se come no… E partono le
scusanti… E’ pieno… siamo in troppi.. aspetto il prossimo
Era vuoto ma tranquilli che si riempie… ti giri è pieno di gente.
Non era poi cosi bello sto treno… no no mi sono sbagliata.. lo vedi,
sedili finta pelle… prezzo troppo alto… servizio troppo misero…
Se prima c’era la moquette ti giri e ci ritrovi le assi di legno e pure
con i tarli…
Poi c’è il ma dove va sto treno? Eh porca miseria mica posso partire
senza sapere dove vado… No no bisogna saperlo…
Dove va il treno? No perché io voglio andare a San Diego.
Va a San Diego…. Toh…. Cazzo….
Ma siamo sicuri che va a San Diego? Si si… Ah
Ma io sono sicura che voglio andare a San Diego?
Si si certa… assolutamente… Cazzo San Diego… è il mio…
Mi metto pure in fila per fare il biglietto.. sempre ripetendo però
San Diego? Porca miseria va a San Diego…
Ma io che cavolo ci volevo andare a fare a San Diego…
Problema tecnico, treno cancellato.
Lo vedi.. non posso andare a San Diego..
Ho preso la residenza in stazione … ma non ho mai fatto un biglietto.
Continuo a stare li a guardare passare i treni.
Tom Hanks era fermo all’aeroporto … almeno a lui gli avevano tolto
il passaporto…. A me scade di continuo.
E ogni scusa è buona per renderli sbagliati. Perché troverò sempre il
modo per renderli tali. La verità come dicevo è che non ho mai deciso
di prenderli. E tutto il resto erano solo scusanti ad hoc.
E mi sono anche resa conto che quelli che prendo non li prendo perché
sono io a volerli veramente ma perché assecondo il volere degli altri.
E’ la vibrazione più forte che è determinante e se l’altra parte è
convinta … noi svolgiamo il ruolo. Salvo che se alla lunga non
coincide con quello che vogliamo… ci si butta fuori a razzo dal treno
anche in corsa. E anche in quello … un fenomeno… nemmeno uno stuntman
mi frega… E ora la domanda giusta. Perché?
Molte risposte me le sono già date sopra del perché delle cose.
E’ rimasta l’ultima. Perché? Perché dico di volere una cosa e poi la
boicotto per non averla? La risposta sarà sempre la stessa. Paura.
Per tutti è la stessa. Può cambiare il motivo ma la risposta è sempre
quella. Paura di cambiare le cose. Paura di dover cambiare noi. Essere
diversi da quelli che siamo. Paura di quello che non conosciamo.
Paura di dover ripartire da capo. Paura di soffrire di nuovo. Paura di
sbagliare di nuovo. Paura di lasciare il certo per l’incerto senza
sapere se davvero l’incerto è quello che vogliamo.
Questo lo conosco non è proprio quello che vorrei ma so come gestirlo.
Questo ci frega. Questo mi frega. La mente mente. E lo fa
deliberatamente a prescindere da quello che pensiamo. E’ come se dentro
ognuno di noi ci fossero due entità.
Non parlo di bene e male. Quella è dualità.
Il bene e il male coabitano in ognuno fate pace con questo. Ma una parte
crea e l’altra distrugge. Come mi piace questa cosa… e l’altra dice sul serio?
Ne sei cosi sicura? Guarda bene.
“Oh heaven I wait with good intentions but the day it always last too long,
Then I’m gone…” Più o meno è questo…
E per l’ennesima volta ti fermi e osservi. Sarebbe cosi facile scaricare le
colpe sul treno di turno. Cosi facile…
Potrei fare il copia e incolla delle motivazioni tanto sono
sempre le stesse. Tra l’altro sembra che sto accorciando i tempi perché
questo l’ho boicottato prima di subito povero cristo…
Ma mi rendo conto che non è cosi che risolvo il problema.
Domani sarei di nuovo punto e a capo.
Altro giro altra corsa.
E obiettivamente anche il parlarne risolvo poco.
Perché ovviamente tutti diranno si ma anche lui però…
E io so benissimo che sta svolgendo il solito ruolo che gli
Ho affibbiato.
Qualcuno scrive voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho. Io oggi
penso che dobbiamo essere noi ad essere all’altezza dei nostri sogni
per viverli. E spesso non ci crediamo sul serio…
E fino a quando non ci crediamo, non lo vogliamo sul serio,
non decidiamo sul serio staremo sempre fermi in biglietteria.
E forse… e il forse è d’obbligo per tutto quello scritto sopra…
può essere che le biglietterie e le stazioni mi hanno rotto le palle.

“Il cuore del ragazzo cominciò a parlargli di paura. Gli raccontava
storie che aveva udito dall’anima del Mondo, storie di uomini che erano
andati in cerca di tesori e non li avevano mai trovati. Ogni tanto
spaventava il ragazzo con il pensiero che anche lui avrebbe potuto non
scoprire il tesoro, o morire nel deserto. Altre volte gli insinuava di
essere già soddisfatto, di avere già trovato un amore E tante monete
d’oro. “Il mio cuore è traditore” disse il ragazzo all’alchimista.
“Non voglio che continui a parlare”.
“E’ un bene.” Rispose l’alchimista. “E’ la prova che il tuo cuore
è vivo. E’ naturale avere paura di scambiare per un sogno tutto ciò
che già si è ottenuto.” “Perché, allora, devo ascoltare il mio cuore?”
“Perché non riuscirai mai a farlo stare zitto. E per quanto tu finga
di non ascoltare quello che dice, sarà sempre nel tuo petto e
continuerà a ripetere quello che pensa della vita e del mondo.”
“Anche se è traditore?”
“Il tradimento è il colpo che non ti aspetti. E se tu saprai
conoscere bene il tuo cuore, esso non te lo darà mai. Perché
conoscerai i tuoi sogni e i tuoi desideri, e saprai fronteggiarli.
Nessuno riesce a sfuggire al proprio cuore. Quindi è meglio ascoltare
ciò che dice. Perché non si abbatta mai quel colpo che non ti aspetti.”
Mentre camminava nel deserto, il ragazzo continuò ad ascoltare il
proprio cuore. Cominciò a riconoscerne i trabocchetti e i trucchi e
cominciò ad accettarlo cosi com’era. Allora non ebbe più paura, ma non
ebbe più neppure il desiderio di tornare indietro, perché un pomeriggio
il cuore gli disse che lui era felice.
“Anche se ogni tanto mi lamento” diceva il suo cuore, “lo faccio perché
sono il cuore di un uomo e i cuori degli uomini sono cosi: hanno paura
di realizzare i sogni più grandi, perché pensano di non meritarlo, o
di non riuscire a raggiungerli. Noi, i cuori, siamo terrorizzati al solo
pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero
potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto
essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perché
quando Ciò accade, noi ne soffriamo intensamente.”
“Il mio cuore ha paura di soffrire,” disse il ragazzo all’alchimista,
una sera in cui guardavano il cielo senza luna.
“Digli che la paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza.
E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri
sogni, perché ogni momento di ricerca è un momento di incontro con Dio e
con l’eternità.”
“Ogni momento di ricerca è un momento di incontro” ripetè il ragazzo al
proprio cuore. “Mentre cercavo il mio tesoro tutti i giorni erano giorni
luminosi, perché sapevo che ogni ora faceva parte del sogno da ritrovare.
Mentre cercavo questo mio tesoro, lungo il cammino ho scoperto cose che
non avrei mai sognato di trovare se non avessi avuto il coraggio di
tentare ciò che era impossibile per un pastore”………
“Per ogni uomo sulla faccia della terra c’è un tesoro che lo aspetta”
disse il cuore. “Noi i cuori, solitamente parliamo poco di questi tesori,
perché gli uomini ormai non vogliono più trovarli. Ne parliamo soltanto
ai bambini. Poi lasciamo che la vita indirizzi ciascuno verso il proprio
destino. Ma, purtroppo, soltanto pochi seguono il cammino tracciato per
loro, il cammino della loro leggenda personale e della felicità.
Ritengono che il mondo sia qualcosa di minaccioso ed è
per questo che il mondo diviene qualcosa di minaccioso”……….
“Perché mai i cuori non suggeriscono agli uomini di continuare a seguire
i propri sogni?” domandò il ragazzo all’alchimista.
“Perché in tal caso, è il cuore a soffrire di più. E ai cuori non piace
affatto soffrire.” Da quel giorno il ragazzo comprese il proprio cuore
e gli chiese di non abbandonarlo mai. E lo pregò, quando egli si fosse
trovato lontano dai propri sogni, di stringergli il petto e mandargli
cosi un segnale di allarme. Il ragazzo giurò che ogni qualvolta avesse
udito questo segnale, lo avrebbe seguito……..
“Era questo che dovevo ancora conoscere?”
“No,” rispose l’alchimista. “Quanto ancora devi sapere è questo: prima
di realizzare un sogno, l’anima del mondo decide sempre di provare tutto
quanto si è appreso durante il cammino. E lo fa non perché sia cattiva,
ma perché noi possiamo conquistare, insieme al nostro sogno, il nostro
cammino verso di lui. E’ il momento in cui la maggior parte degli uomini
desiste. E noi nel linguaggio del deserto, lo definiamo con l’espressione
“morire di sete quando le palme compaiono già all’orizzonte.”
Una ricerca comincia sempre con la fortuna del principiante. E finisce
sempre con la prova del conquistatore.”
Il ragazzo di rammentò di un vecchio proverbio del suo paese: l’ora più
buia era sempre quella che precedeva il sorgere del sole.
- Paulho Coelho / L’Alchimista -

5 Dicembre 2011 at 09:58 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

contrari

Se ci piace il bello ci deve piacere pure il brutto e se davvero
Siamo uguali o simili o affini quello che non ci piace dell’altro
Non ci piace di noi (vedi il post prima).
Non si può fare il due pesi e due misure.
E se solo si usasse quella similitudine
Quante cose si capirebbero in due minuti…
Ma lo neghiamo. La fiera delle negazioni.
Con il relativo scarico di coscienza che solitamente parte con
Il “Perché tu” farcito ovviamente dal dito puntato.
E li dovrebbe scattare… “Scusa… ma non eravamo uguali?”

Citazione dal post precedente. Perché lo ripeto?
Cosi… sempre il solito caso. Forse a qualcuno è sfuggito.
E se vi ricorda qualcosa….SCOPA!
Sono profetica come al solito?
O creo? Penso, verbalizzo, scrivo. Creazione in corso.
Funziona cosi alla fine.
Andamenti, atteggiamenti, pensieri, ripetuti.
Sempre gli stessi. Sempre con lo stesso risultato.
O per meglio dire cambiando l’ordine dei fattori il
Risultato non cambia.
Sto notando come tante cose che scrivo si applicano poi
A tante ma tante situazioni.
E non sto dicendo che sono assoluti ma se più di
Qualcuno mi dice che non fanno una piega forse tanto
Sbagliati non sono.
Insomma faccio il grillo parlante per più di qualcuno e
Anche per me stessa. Le famose voci nella testa che alla fine
Hanno anche ragione? Cosi pare…
La cosa simpatica è che più di qualcuno prende di quello
Che dico (ops scrivo) solo quello che fa comodo.
E non si fa …. :)
Sono scomoda lo so…. lo sono sempre stata
Anche per me stessa.
Partiamo dai famosi atteggiamenti che infastidiscono.
Solitamente corrispondono a qualcosa di noi che non accettiamo.
Quindi qualcosa che ci appartiene ma non vediamo o non
Consideriamo. Eccolo lo specchio. Altrimenti dove sarebbe la
Riflessione (intesa nel doppio senso ottico e mentale).
Non c’è anche una risposta intrinseca in questo?
Serve la domanda?
Se da una parte si ammette un atteggiamento e un errore
Qual è il senso di continuarlo a indicare senza fare la
Necessaria riflessione su se stessi?
Si crea il solito loop… che conosco bene ormai.
Tu hai fatto questo o non hai fatto questo.
L’altro ammette. Si è vero. Ma tu hai fatto questo.
Si è vero. Ma tu hai fatto questo….
Potrei andare all’infinito.
Adesso se metto vi ricorda qualcuno devo fare l’appello :)
State risolvendo il problema? No
State indicando una soluzione? No
Ovviamente segue il Non c’è soluzione.
Ok non c’è soluzione. Quindi scelta. Storia. Oltre.
Ma si torna a parlarne comunque. Quindi dov’è la scelta?
Non c’è. In verità la scelta non c’è. C’è il compromesso
Con se stessi e il non ci riesco.
E questa è la prima parte del problema.
“Whether you think you can or you can’t either way you’re right”
Per una volta non è Jack Sparrow ma T. Ford.
Il senso sempre lo stesso. Lo decidiamo noi se una cosa è possibile
O impossibile. E sono valide tutte e due per lo stesso motivo.
Una banda di folli che parte dal presupposto che non si è
fatto nulla. Modi sbagliati, mezzi sbagliati, verità mancate.
Vero…non si dice nulla e si dice tutto.
Un nulla che corrisponde probabilmente, e il probabilmente
Come nell’altro post è un eufemismo, a un altro nulla.
Quindi necessario corollario, quanto mi sta simpatica questa
frase, stiamo parlando del nulla.
Mai il nulla fu cosi chiacchierato!
Pensa quanto sono c…..na io che ci faccio anche i post sul
Nulla….
Altro concetto non compreso. Atteggiamenti.
Il mio atteggiamento provoca una risposta in chi ho di fronte.
Non mi piace questo di te. Ok.
Ci si ferma mai a capire perché l’altra persona si comporta
Come si comporta? No
Possibile che lo faccio solo io?
Ho fatto il racconto della mia riflessione su me stessa e su
Quello che la persona che avevo davanti percepiva.
E mi sono presa la responsabilità di quello che mi veniva detto.
Io faccio questo e creo questo. Lui faceva a suo modo altro.
Poi capita che una persona fa la riflessione e l’altra no.
Cosa faccio io per creare questo? Questa parte manca sempre,
viene tralasciata ma è parte integrante del concetto.
Se la persona non fa o non dice qualcosa siete sicuri di
Metterla nella condizione per farlo?
Era questa la riflessione da fare. Cosa faccio io per creare questo?
Adesso minimo scatta il coro
Io? E io che c’entro. E’ un’interazione. Ci sono due lati della
Medaglia. E che ci piaccia o no ognuno fa il suo. Non esiste
Io faccio bene e l’altro no. C’è che ognuno fa il suo e se il risultato
Non va entrambi stiamo compartecipando all’errore.
Il più delle volte il problema parte dalla non chiarezza o
Linearità nel modo di comportarsi.
Come vedere un film con il sonoro sbagliato.
Si invia un messaggio in un modo e lo si smentisce in un altro
con il risultato che la persona davanti pensa ho capito male
e si ferma. Non capisce quale dei due seguire.
Mi stai dicendo questo o mi stai dicendo quest’altro?
Vuoi questo o vuoi quest’altro?
E solitamente uno è il contrario dell’altro. E mi ci metto io
Per prima. Perché si crea?
Ognuno ha i suoi motivi, imbarazzo, timidezza, mettere le mani
Avanti per non cadere indietro, paura di mettersi in gioco,
puntigli, insicurezza, evitare discussioni, paura di smentirsi ….
Salvo poi smentire tutto lo smentibile…
Ognuno ha il suo e ognuno dovrebbe fare la riflessione per
Capire da dove parte e perché.
E da qui nascono anche i paradossi. Due film diversi che
viaggiano in parallelo con due trame totalmente contrastanti.
Qui ha ragione uno dei miei famigerati amici quando dice che
In tanti atteggiamenti alla fine ci si asseconda.
Se uno dei due mettesse il punto il problema si risolverebbe
Subito. Invece no. Perché teoria vorrebbe che se non capisci
chiedi. Ma siamo tutti figli di Denim e quindi non chiediamo mai.
Altra paura. Di passare per stupidi, di fraintendere, e anche di
Ricevere risposte sgradite, ammettiamolo.
Ci facciamo le domande e ci diamo le risposte e come dice
Quelo ci sta anche e spesso che siano sbagliate.
Mettiamoci anche che solitamente ci si da le risposte che
Fanno più comodo perché non ti impongono la presa di
Posizione. Il chiedere espone. Il rispondersi da soli no.
Assecondare uno dei messaggi anche se sbagliato e dargli
valore nemmeno.
Nel senso che se ti dai una risposta poi per coerenza dovresti
Comportarti di conseguenza.
E questo nemmeno si fa…. Si assecondano entrambi i film.
E a un certo punto ti trovi che non ci si capisce più un benemerito
Tutto è valido e tutto no.
Ma questo non è una scusante e soprattutto non lo è per nessuno.
Nemmeno per me.
Quello che accade è sempre valutare il proprio punto di vista
Mai quello dell’altro. Io vivo questo, tu mi fai vivere questo.
Mai una volta che si comprenda che dall’altra parte è lo stesso.
Che c’è un continuo stelle/stalle. E anche nel migliore dei
Periodi si verifica sempre il solito andamento. Discorsi in
Terza persona, metafore, si sente parlare di tutti meno che di
Te tanto che alla fine ci si sente anche trasparente, che cazzo
Ci sto facendo io qua, si dice di tutto e si nega di tutto.
Le cose normali diventano anormali.
Tutte eccezioni che confermano la regola ma non si capisce
Quale sia la regola.
Ora buon senso vuole che per par condicio io capovolga il tutto.
E sapete che succede. Sempre la solita… fa SCOPA.
Perché ci si autoalimenta l’un l’altro nell’errore.
Da qualche parte è iniziato e non si riesce a scendere dalla giostra.
E non è che uno vince e uno perde. Ci sono due perdenti.
Tutto questo è applicabile a qualsiasi situazione a qualsiasi
Persona.
A questo punto la giusta riflessione sarebbe:
Se mi si ripetono le situazioni che faccio io per crearle?
Cazzo sempre la stessa?!
E ve lo dico perché ho vissuto anche questo ma il punto fermo
l’ho messo subito. Errare umanum est….
Ma conosco l’andamento e il punto fermo dopo lo metti.
Ho imparato la lezione.
Ma quello che fa la differenza è che non è la stessa cosa ……
E questo ci fa incazzare ancora di più….
Perché dentro di noi continuiamo a dirci io non sono cosi.
E il più delle volte è anche vero. Ma in determinati frangenti
E con determinate persone siamo proprio cosi…. E ci dobbiamo
stare… purtroppo.
E che almeno queste riflessioni possano essere d’aiuto a
qualcuno ….

“Non sono nulla” di Fernando Pessoa

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente,
un vacuo vento del sud,
sotto il vasto azzurro cielo mi desta,
rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l’amore
marcisce sul morto tronco dell’illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell’ombra, incerto cuore.

Di sicuro c’è che io esisto, questo non posso negarlo,
perché devo esistere per poterlo negare.
Tratto da:http://euridice-euridice.blogspot.com

2 Novembre 2011 at 17:14 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

insicurezza

Mi stanno balzando agli occhi tante situazioni forse
Anche perché sto facendo il grillo parlante per una
Coppia di miei amici, il terzo esterno, che vedo tante
dinamiche particolari ripetersi come copioni già scritti.
Le famose convinzioni limitanti.
Il bello è che vederli negli altri te le rende più comprensibili
anche a te stesso.
Nell’ultimo post raccontavo di come a volte ricopriamo
un ruolo per gli altri. Oggi vorrei invece parlare di
quel ruolo che noi imponiamo a noi stessi.
Ognuno di noi ha una visione di se stesso, si ritiene in
un certo modo, ha le sue convinzioni sui suoi pregi e
I suoi difetti. Tutto questo ovviamente si crea nel corso
Degli anni, in base alle esperienze vissute, e all’interazione
Con gli altri. Molto spesso cerchiamo per far felici gli
Altri di essere quello che loro si aspettano.
E qui parte il primo grande problema. Le aspettative degli
Altri. Chi non ha provato ad essere quello che i genitori
Si aspettavano? E soprattutto qualcuno ci è riuscito?
Uno dei maggiori contrasti che vedo in giro è proprio questo.
C’è chi asseconda le aspettative che un bel giorno si sveglia
E si accorge di vivere una vita che non vuole, e a dover
Ripartire da zero, nel caso in cui si decida a metterci mano.
Chi non asseconda le aspettative si trova a lottare per farsi
Accettare per quello che è ed amare a prescindere da quello
che è. Non c’è niente di peggio che tentare di essere quelli
che non siamo per far felice qualcuno. Alla lunga non dura.
Alla lunga diventa una gabbia per chi ci prova e una
Delusione per chi ha imposto quel comportamento.
Nessuno può rendere felice nessuno se non lui stesso.
La felicità, la serenità, come si legge spesso, non si può
Trovare all’esterno. Siamo noi a doverci rendere felici per
Conto nostro e a prescindere dal mondo esterno. Nessun
Altro lo può fare e se lo fa non durerà. Perché arriverà il
Giorno che gli altri, e nel caso delle relazioni, l’altro
Tornerà ad essere se stesso e la festa finirà. E li partiranno
I problemi. Troppo spesso si fa dipendere il nostro stare
Bene da quello che fa qualcun altro e si incolpa quel
Qualcuno per il nostro stare male. Ma non è mai cosi.
Cerchiamo amore nei posti sbagliati.
E’ come dire ho bisogno di te per essere felice ma allo stesso
Tempo sei tu che mi rendi infelice. Un’arma a doppio taglio.
La vittima e il carnefice. E solitamente è reciproca.
Sempre perché si attrae quello che si è. I famosi due
Mendicanti di Osho per chi lo conosce.
La verità è che spesso non bastiamo a noi stessi.
E ne ero convinta anche io fino a poco tempo fa del
famoso cerchio che si chiude solo con la determinata persona.
Il cerchio siamo noi e lo possiamo chiudere solo noi stessi.
Non è questione di completarsi a vicenda ma essere completi
Per se stessi per poi potersi relazionare nel modo corretto a
Qualcun altro che deve a sua volta essere completo di per se.
Se qualcuno vi dice ho bisogno di te perché senza di te non vivo
Scappate a gambe levate. Perché vi sta dando la responsabilità
Del suo stare bene e male e non è possibile.
Ci imponiamo di essere in un determinato modo perché il
Mondo, la società, la famiglia, il compagno, ci impone di
Essere in quel modo. Se sei cosi sei meritevole di amore
Di stima, di fiducia, di amicizia etc etc.
Comodo non trovate. Dov’è la difficoltà?
Sei cosi meraviglioso, cosi speciale, cosi perfetto… come
Potrei io non amarti? Esatto…. Tu che stai facendo di cosi
Speciale? Amami quando sono me stesso/a, quando sono
cattiva, egoista, opportunista, bugiarda, stronza.
Allora davvero potrai dire di amarmi sul serio.
Perché è questo che solitamente si fa. Si ama la perfezione.
Ma la perfezione non esiste. Ed è inutile cercarla perché
Non si troverà mai.
C’è poi anche un altro problema di fondo. E ne parlavo proprio
Con uno dei miei due amici. Molto spesso si sbagliano i
Termini che si usano creando una grande confusione.
L’ho conosciuta e mi sono innamorato di lei.
Bello. Poi continui a parlarci e scopri che con l’altra persona
C’è stato solo il saluto e qualche sorriso. Innamorato.
Ti piaceva. No ero perso di lei. Ma di chi? Dell’involucro?
Quando si conosce qualcuno si tende a creare una immagine
Personale della persona. Ed è per quello che poi si arriva al
“Non sei come credevo o come eri all’inizio”. Non era
Lei/lui in effetti era solo una proiezione personale di quello
Che si voleva credere. Conoscere una persona ed amarla è
Altro e non succede dall’oggi al domani.
Si possono vivere belle sensazioni, emozioni, stati di grazia
Ma ancora non è amore.
E’ successo anche a me. Solo che ormai ho scelto di non
Assecondare e quindi al “Mi sto innamorando di te”
Io rispondo proprio cosi “Di chi? Ancora non sai niente di me
Mi conosci da 10 giorni” e poi mi dicono che ho il lato
Camionistico che esce fuori perché non apprezzo le romanticherie.
Non è che non fa piacere ma è una gratificazione dell’ego senza
Fondamento.
Il sogno della mia vita è una persona che mi dice si sei una gran
stronza ma ti amo lo stesso o nonostante questo. Si lo so sembra
folle ma quando mai sono stata normale…. :)
All’inizio tutto è perfetto perché ci si asseconda. Altra cavolata
immane. A te piace questo anche a me, vuoi fare questo anche io
etc etc. Quanto dura?
Il tempo per cui gli occhi a cuore ti tornano normali per poi
passare a infernali e dal Mulino Bianco a Cime tempestose.
E meno che mai se io ti do tu mi devi dare…. Ancora peggio.
Dare per ricevere è un suicidio annunciato. Aspettarsi il
Ritorno di quello che abbiamo dato è la cosa peggiore che
Si possa fare. E come fare qualcosa e rinfacciarla alla prima
Occasione. Meglio non farla per nulla.
Se si da lo si fa perché si vuole farlo, perché rende felici noi
Per primi a prescindere da quello che si ottiene anzi proprio
Perché non si vuole nulla in cambio. E forse, e il forse se
Potete toglietelo, sarà la volta buona che si ottiene molto di
Più di quello che ci si aspetta di solito.
Cosi come il pan per focaccia. Tu mi hai fatto questo e allora
Io ti devo fare di peggio…Buona parte delle volte l’altro non
Si è nemmeno accorto della cosa, è totalmente inconsapevole
Del danno arrecato, ma sempre in virtù della nostra mente
Diversamente sana, noi ci creiamo il dramma, siamo il PM,
la giuria, il giudice e soprattutto parte il rito abbreviato con la
relativa, sentenza senza appello. COLPEVOLE
E mo so cavoli tua… si dice a Roma.
E per carità non dico che non ci siano le motivazioni valide..
Magari ci sono sul serio… ma l’altro non è noi è se stesso e
Pensa con la sua di testa, e ha il suo di metro di giudizio non
Il nostro. La cosa più bella è quando si dice lui/lei è come me.
Quanto ci piace… lo vogliamo dire? C’è una soddisfazione
Intrinseca alla frase proprio che ci riempie. Perché il sottotitolo
È “è meraviglioso perché è come me”. Vi dice niente? :)
Il meglio viene dopo… quando poi si dovrebbe dire
Porca paletta è pure bastardo come me!!!
Quello non si dice mai….. Eh no in questo non siamo uguali…
Figurarsi.
E invece si …uguali anche in quello e ci dobbiamo stare.
Se ci piace il bello ci deve piacere pure il brutto e se davvero
Siamo uguali o simili o affini quello che non ci piace dell’altro
Non ci piace di noi (vedi il post prima). Non si può fare il
Due pesi e due misure. E se solo si usasse quella similitudine
Quante cose si capirebbero in due minuti…
Ma lo neghiamo. La fiera delle negazioni.
Con il relativo scarico di coscienza che solitamente parte con
Il “Perché tu” farcito ovviamente dal dito puntato.
E li dovrebbe scattare… “Scusa… ma non eravamo uguali?”
Tutto fa parte di noi e noi facciamo parte di tutto.
Senza contare che non siamo una pietra ferma.
Come dicevo nel precedente post ognuno di noi si comporta
in base a quello che vive, a quello di cui sente di aver bisogno
in un determinato momento. Siamo in continuo movimento ed
evoluzione. Eppure pretendiamo di essere marmorei.
E non è questione di integrità, o di coerenza.
Ci sono cose che viviamo perché dobbiamo imparare qualcosa
di noi stessi. E lo possiamo fare solo in quel modo.
E’ sempre il famoso giusto e sbagliato che fa il bello e il cattivo
Tempo. Ma l’ottica del giusto e sbagliato cambia da persona a
persona e cambia anche nella stessa persona a seconda dei
diversi momenti della vita. Non esiste un parametro certo.
Tutto questo cosa provoca?
Che noi oltre che degli altri diventiamo i peggiori giudici di noi
stessi. Prima del mondo esterno, prima degli altri, siamo noi che
ci facciamo quel famoso processo, ci stronchiamo
decidiamo anche inconsapevolmente se siamo meritevoli o meno.
A volte, e metto a volte perché sono ottimista, non sono gli altri
a giudicarci ma noi. La nostra convinzione su noi stessi la
vediamo rispecchiata negli altri, o meglio, per partito preso
pensiamo che gli altri pensino male di noi.
Se io penso male di me figurati cosa pensano gli altri.
La dinamica è questa. E da qui nasce se io non sono meritevole
Di amore, perché io per primo non lo penso, tu non mi puoi
Amare per quello che sono. E quindi o ti propino qualcosa di
Me che non è e cerco di convincerti, oppure non è possibile
Che tu mi ami e quindi mi stai prendendo per il deretano.
Nel primo caso torniamo all’ipotesi di prima, che alla lunga
Non dura, perché non siamo quello che fingiamo di essere,
con l’esito finale che l’altra parte si sente tradita o comunque
presa per i fondelli. Nel secondo caso ci sono gli eccessi di
gelosia, di sfiducia, le inquisizioni, perché tu non mi ami sul
serio e io devo trovare la prova di questa menzogna.
Tutto quello che scegliamo di vivere o che decidiamo di essere
Dipende da noi e da noi soltanto. Nessuno si può permettere di
Giudicare quello che siamo e quello che decidiamo di vivere,
perché nessuno, e lo ribadisco NESSUNO, è meglio di noi.
Nessuno è santo, nessuno è peccatore, nessuno è perfetto,
NESSUNO E’ PIU’ MERITEVOLE DI NOI e TUTTI
SIAMO MERITEVOLI. Parte tutto da questo.
Nessuno è superiore e nessuno è inferiore.
Possiamo essere tutto quello che vogliamo se lo vogliamo e
Lo dobbiamo decidere noi non gli altri. Se agli altri sta bene
Bene se non gli sta bene è un problema loro.
E necessario corollario… lo facciamo decidere agli altri se
Magari ci possono amare per come siamo invece di dargli
La versione riveduta e corretta o partire dal non sono
Abbastanza per te quindi non mi puoi amare?
Se si partisse da questa certezza svanirebbero tante problematiche.
Nessuno ci farebbe sentire insicuro, infelice, insoddisfatto.
E soprattutto nessuno avrebbe il dovere di farci sentire il contrario.
Siamo noi che mettiamo il coltello in mano agli altri e gli
Diciamo tieni pugnalami qui. E quando lo fanno poi ce la
Prendiamo con gli altri…. Lo vedi mi hai pugnalato.
Mi hai messo il coltello in mano io nemmeno lo volevo….
Anzi per meglio dire non solo mi hai messo il coltello in
Mano ma ti ci sei fiondato sopra da solo/a perché ti dovevi
Punire per quanto sei immeritevole :) .
Se non ci amiamo e ci apprezziamo noi come possiamo
Pretendere che lo facciano gli altri?
Questa gira da una vita lo so… ma è una verità.
Se io sono convinto di ciò che sono e di quello che valgo,
se decido con consapevolezza quello che voglio vivere e
scelgo di viverlo non me ne deve importare nulla di
quello che pensa il resto del mondo. E soprattutto anche
nel caso in cui il mondo si permettesse o arrogasse il
diritto di dirmi che non è giusto, che ho sbagliato, io sarei
li a dire, non è un problema tuo, non ho chiesto il tuo
parere, non ho soprattutto bisogno del tuo parere, tanto meno
del tuo appoggio o avallo. E’ la mia vita, e se sbaglio pago io.
Mi prendo la responsabilità delle mie azioni e nel caso di
Porvi rimedio come credo.
E se mi ami mi devi amare per quello che sono, per quello
Che voglio essere e mi devi accettare cosi, pacchetto completo.
Non sono perfetto/a? Nemmeno tu lo sei ma io ti amo lo stesso.
Questo dovrebbe essere. Dovremmo permettere agli altri di
Amarci per quello che siamo, o per meglio dire rischiare di
Essere amati per quello che siamo. Nessuno ci chiede di
Essere diversi, siamo noi che ce lo imponiamo.
Per essere amata devo essere cosi. Ma dove è scritto?
Ma chi te l’ha chiesto? E solitamente la risposta è tu me lo chiedi.
No. Non è lui, ne lei. Siamo noi e le nostre convinzioni del come
Devo essere per….
L’esperienza si crea vivendo.
La saggezza non viene dal nulla e soprattutto non viene solo
Dall’ascoltare o leggere concetti astratti su un libro.
Si questa cosa è vera assolutamente. E poi non l’hai capita
Perché non l’hai vissuta. Mai successo di leggere un libro
E alla terza o quarta volta percepire o capire qualcosa che
Avevate letto tutte le volte e magari anche pensato di aver
Capito e poi la rivedete li e la collegate ora a qualcosa che
Avete vissuto. Ma ora è diverso. Chi non sbaglia non vive
Vegeta. Chi non sbaglia non fa niente, solitamente guarda
Gli altri vivere e gli rompe pure i cosiddetti.
Hai sbagliato. Si ma io ho vissuto tu? Guardi?
Quelli che prendono le più grosse cantonate sono quelli
Che alla lunga sono più saggi degli altri. Questo vedo.
Più ti metti in gioco, più comprendi, più sbagli, più sai,
e tante volte lo stesso errore lo ripeti, lo ripeti, lo ripeti,
oops I did it again. Non è mai lo stesso… sembra ma ogni
volta fai il passettino in più. Si oggi mi hai rifregato ma
la prima ci ho messo 1 anno a capirlo, la seconda 6 mesi,
la terza 1 settimana, oggi due ore. Alla fine non sbagli più.
E non mi dite cazzo e che sei di coccio…. :)
Perché succede a tutti indistintamente.
Vedo persone passare anni a fustigarsi per scelte sbagliate
E a cercare di essere qualcuno che non sono
E ora voglio aprire una parentesi sulle due persone che mi
hanno portato a questa riflessione. Una la conosco da una
vita si può dire. L’altra da qualche anno e sono la causa che
li ha portati a conoscersi e ad amarsi e che al momento è
forse l’unica sostenitrice di questo rapporto dopo loro due
e spesso nemmeno loro due….
Entrambi rientrano nelle categorie che ho descritto
Sopra, ed entrambi in modi diversi alla fine non si ritengono
Meritevoli di essere amati, di essere felici, e stanno piano
Piano affrontando prima di tutto i loro limiti e poi quelli
Che di conseguenza vivono nella relazione fra di loro.
E’ vero che sto facendo il grillo parlante a Voi,
e che ci stiamo scornando di continuo, e con uno dei due
più che con l’altro ma è storia vecchia :)
ma allo stesso tempo lo sto facendo anche x me perché essendo
Umana e non perfetta sono fallibile… anzi sono
Meravigliosamente fallibile. L’ho già scritto in un post di qualche
Tempo fa e lo ribadisco.
Quello che penso di Voi, come di tutte le persone meravigliose
Che sono nella mia vita, non cambia per quello che farete o sceglierete
Di vivere e di essere e non cambierà in futuro comunque vadano le cose.
Siete anche voi persone meravigliose e speciali ma non
perfette…. e io vi voglio bene lo stesso….. :)

23 Ottobre 2011 at 18:43 | Commenti & Trackbacks (4) | Permalink

incomprensione

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi…

Le persone che ci circondano funzionano da specchi.
E molto spesso quello che non ci piace in loro è qualcosa
che non accettiamo in noi stessi. Senza contare che il
continuare a porci l’attenzione attira sempre lo stesso
tipo di comportamento da parte di quelle persone.
Se ci convinciamo che una persona ci è antipatica continuerà a
essere antipatica perché continueremo a cercare in lei quello
che ce la rende tale. E lei avrà quel ruolo. E’ la legge.
Ho scoperto che ognuno di noi ricopre un ruolo nella vita degli
altri e che quel ruolo molto spesso è indipendente da noi stessi.
Come dire che qualcuno può decidere come noi ci comportiamo?
Follia vero? Beh eppure succede.
Ho sempre detto che sono tutto e il suo contrario e il fondamento è
proprio nel modo in cui ci si relaziona con il mondo esterno.
Ogni comportamento ci appartiene ma dipende anche dal modo in
cui gli altri si relazionano con noi.
Se qualcuno ci fa un torto, ci fa arrabbiare, si pone in modo arrogante
comunque noi, anche se abitualmente siamo persone affabili e gentili,
ci comportiamo con loro diciamo male, scambiando il favore a chi
abbiamo di fronte. Credo capiti a tutti.
E ovviamente si pensa beh se l’è cercato. E’ vero. Ma comunque noi
abbiamo ricoperto un ruolo nei confronti di quella persona anche se
non ci appartiene. E a quel punto non è vero che non ci appartiene.
Ci appartiene come e quando serve. In virtù di questo nessun difetto
o atteggiamento ci è precluso.
E’ un universo che funziona per inclusione e per similitudine vibrazionale.
Un parolone eh lo so….
Vuol dire che non solo gli opposti non si attraggono anzi è l’esatto contrario.
Attiriamo quello che siamo, anzi per dirla meglio quella che è la nostra
vibrazione. Quindi … se quello che arriva non ci piace…. Bisogna fermarsi a
riflettere. Perché sto attirando questo?
E’ che a volte quello che meno ci piace di noi diventa il nostro drago.
E ce lo ritirano fuori di continuo fino a quando non ci decidiamo ad affrontarlo
e a risolverlo, comprenderlo, accettarlo.
Sarebbe ancora meglio non pensarci per niente ne in bene ne in male
Se solo non ci si soffermasse sempre e comunque.
A volte continuiamo a ravanare (concedetemelo il termine perché rende
perfettamente il senso) sulle stesse cose. Andiamo in loop.
Nei secoli dei secoli.
“Il problema non è il problema ma il tuo atteggiamento rispetto Al problema”.
Si certo la citazione di Jack Sparrow non è proprio il massimo ma il concetto
è perfetto.
Il problema ha una vibrazione. La soluzione ne ha un’altra.
E per ottenere la seconda bisogna pensare alla seconda.
Come lo risolvo il problema?
Sembra una cazzata ma non lo è affatto.
Anche perché tanti come me continuano a farsi sempre tre milioni di domande
per comprendere a fondo le situazioni, i gesti, senza contare i film che si
creano. Ne vogliamo parlare?
Perché se dice questo, rispondo questo e poi dimmi che ora è?
E soprattutto se dice questo vuol dire quest’altro…. E poi se fa questo…
ho ragione io. Poi caso vuole che tutto va esattamente come previsto….
Ma dai…..
Ammazza sono strega….No! Sei creatrice…. Guarda che hai creato!!!!
Era tanto per fare un esempio
Ho scoperto che anche gli atteggiamenti fisici parlano per noi.
Ci sono delle situazioni che si ripropongono nel tempo con persone diverse.
E la prima volta ok può succedere, la seconda già ti fa pensare. Alla terza
ti fermi e dici eh no qui c’è un problema.
Poi caso vuole che incontri la persona che conosce la gestualità e la interpreta.
E ti fa la cronostoria di quello che hai fatto, del significato che ha e di quello
che la media della popolazione interpreta. E l’interpretazione a quanto sembra
è a prescindere dal conoscere il significato degli atteggiamenti o meno.
Si ha comunque una percezione anche inconsapevole, un
messaggio che viene comunque assorbito.
Guarda che mi stai dicendo questo.
No, io non ho parlato.
Ma mi stai dicendo questo.
Li è scattata fuori una scenetta simpatica alla Troisi e Lello Arena dei bei
tempi, con la sottoscritta che ovviamente si è riciclata un link di FB che ci
stava tutto: Sono responsabile di quello che dico io non di quello che capisci tu.
Ma nonostante tutto sembra che non funzioni cosi e io mi posso scornare come
mi pare. E non è piacevole.
Infatti la risposta è stata ma il mondo capisce questo….
Perché lo fai disperata ragazza mia…. Alla Masini!!!!
Quindi anche se io non dico nulla il mondo interpreta.
E io viaggio diversamente dal resto del mondo a quanto sembra. Lo vedi
quando dico che parlo una lingua diversa …..:)
Tant’è che alla fine e stavolta verbalmente ho dovuto precisare
“Senti non è questo che voglio dire, Ti do un manuale?”
E si scoprì che il manuale invece di servire a me serviva al resto del mondo :)
Quindi ….purtroppo e molto spesso, agiamo e ci comportiamo in un modo che
è per noi magari totalmente inconsapevole, ma che negli altri viene interpretato
provocando un comportamento di rimando. Ed è un circolo vizioso che si
interrompe solo nel momento in cui lo si comprende.
E la chiusura migliore che posso dare a questo post
…. C’è qualcosa che vi infastidisce in qualcuno??
Siete sicuri di non causarlo voi?
Meditate gente meditate :)

20 Ottobre 2011 at 17:37 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

arcobalenoSo dove sei, ma non ti cerco,
lascio scivolare i minuti come gocce di sole
nello scorrere lento del tempo,
è nel rispetto del tuo volo
che non ti stringo a me,
perché ogni abbraccio soffoca, se non è liberato.
L’amore maturo questo alimenta,
nelle stagioni dell’equilibrio,
quando tutto appare per ciò che è.
Abbracciai il tuo corpo,
parlammo la stessa lingua,
sognammo terre vergini
dove vivere senza sogni
quello che è possibile
e che altri chiamano utopie.
L’amore maturo,
quello che intravedi
è solo un raggio che ti bacia i capelli
e risplendi nella città invernale
come una statua d’armonia.
So dove sei, ma non ti cerco
Perché quello è il tuo luogo
Dove nessuno ti potrà ferire
E dove io, senza saperlo,
approderò in un giorno senza limiti
dopo un lungo viaggio d’oblìo.

-Giuseppe D’Andrea-

Per gentile concessione :)

8 Settembre 2011 at 14:10 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

 

orizzonte

Mi aveva dato l’opportunità di dire quel che volevo dire, ora ci stava

riflettendo sopra, e io decisi che sarebbe stato meglio restarmene per un

po’ per conto mio. Diedi un’occhiata al panorama intorno, chiedendomi che

aspetto avrebbe avuto quando l’avrei rivisto di nuvo.

“Arrivederci alla prossima volta” mormorai

“Tu sei un maestro?”

“Certo! Io, e tu, e chiunque altro. Ma noi dimentichiamo.”

“Come fanno?”

“Come fa chi a fare cosa?”

“Come fanno io maestri a cambiare le proprie vite a volontà?”

Sorrisi a quella domanda. “Strumenti di potere.”

“Scusa?”

“Un’altra differenza fra i maestri e le vittime è che le vittime non hanno

appreso a usare gli strumenti di potere mentre i maestri li usano sempre.”

“Trapani elettrici? Seghe a nastro?” Stava andando alla deriva, e chiedeva aiuto.

Un buon insegnante l’avrebbe lasciato lì a cercare la sua soluzione da solo, ma io

sono troppo chiacchierone per insegnare.

“Non la sega a nastro. La scelta. La lama incantata, con un filo che modella

una vita. Eppure se abbiamo paura di scegliere qualcosa di diverso da ciò che

abbiamo, a che pro la scelta? Tanto varrebbe lasciarla incartata nella scatola,

senza neanche disturbarsi  a leggere le istruzioni.”

“Chi ha paura di usarla?” domandò. “Cos’è che spaventa tanto, della scelta?”

“Ci rende diversi!”

“Ma dai…”

“Ok, allora non scegliere. Fa quel che fanno tutti, in ogni minuto della vita. Che succede?”

“Vado a scuola.”

 “Si. E poi?”

“Prendo il diploma.”

“Si. E poi?”

“Ottengo un lavoro.”

“Si. E poi?”

“Mi sposo.”

“Si. E poi?”

“Ho figli.”

“Si. E poi?”

“Li aiuto negli studi.”

“Si. E poi?”

“Vado in pensione.”

“Si. E poi?”

“Muoio.”

“E quando muori, ascolta le tue ultime parole.”

Ci pensò. “E allora?”

“Benché tu abbia fatto tutto quello che tutti si aspettavano facessi: sei stato un cittadino rispettoso delle leggi, perfetto marito e padre, hai votato, fatto la carità, sei stato buono con gli animali. Sei vissuto secondo le altrui aspettative e
muori dicendo “E allora”?”

“Ehmm.”

“Perché non hai mai fatto scelte nella tua vita, Dickie! Non hai mai chiesto un cambiamento, non hai mai chiesto che cosa amavi e non l’hai mai trovato,
non ti sei mai tuffato nel mondo che più ti importava, non hai mai combattuto contro i draghi che ritenevi potessero mangiarti, non ti sei mai spinto sui picchi roccioso aggrappandoti con la punta delle tue abilità al profondissimo
strapiombo sulla distruzione perché la tua vita era lì e tu dovevi liberarla dal
terrore e portarla a casa! Scelta, Dickie! Scegli ciò che ami e inseguilo a gran
velocità e io, io tuo futuro, ti prometto solennemente che non morirai mai
di “E allora?”.”

Mi guardò in tralice. “Stai cercando di convincermi?”

“Sto cercando di farti deviare dal solito tran tran. Te lo devo.”

“E se lo faccio? Cosa succede se imparo a scegliere per conto mio, senza badare a quel che dicono gli altri, e me ne vado lì sulle rocce? La tua lama magica baderà alla mia sicurezza?”

“Dickie,” sospirai “da quando la sicurezza è diventata la tua ambizione? Volare senza rete è l’unico modo per fare che l’ultima parola sia Si!”

“L’albero di sicomoro” disse.

“Come dici?”

“… davanti a casa. E’ sempre lì, è sempre sicuro. Quando ho paura darei qualunque cosa per essere quell’albero. Quando non ne ho, non potrei sopportare una vita cosi noiosa.”

L’albero vive ancora laggiù, pensai, più grande di quanto lui non possa immaginare, più frondoso, è durato un altro mezzo secolo affondando le sue radici ancora più giù nel terreno.

“Volare senza rete non vuol dire distruggersi” dissi.

“Non ti infili su un aereo da corsa finchè non hai imparato a volare su un Piper Cub. Piccole scelte, piccole avventure prima delle grandi. Ma un giorno arriva nel bel mezzo di una competizione aerea, nell’aperto ruggito da altoforno di questo mostruoso motore, cinquanta piedi più in basso c’è una ripida e un po’ sfocata distesa verde, stai tirando,m sei giù quando viri stretto intorno ai piloni che delimitano il percorso di gara e ad un tratto ricordi: toh, ho scelto che mi
capitasse quel che sta avvenendo in questo momento! Ho costruito questa
vita! L’ho voluta più di qualsiasi altra cosa, ho strisciato e camminato e corso
per ottenerla e ora eccola qui!”

“Non so” disse. “Devo rischiare la vita?”

“Ma è naturale! Con qualsiasi scelta si rischia la vita che si sarebbe avuta; con qualsiasi decisione, la si perde. Certo, un Dickie alternativo in un mondo
alternativo si stacca e vive quel che puoi aver scelto tu, ma è la sua scelta,
non la tua. A scuola, negli affari e nel matrimonio, in qualsiasi avventura
tu scelga, se t’importa quali saranno le tue ultime parole, ti fidi di ciò che
conosci e osi spingerti verso la tua speranza.”

“E se sbaglio,” disse “muoio.”

“Se cerchi la sicurezza,” feci io “sei venuto nel posto sbagliato. L’unica
certezza è che la Vita è, ma è tutto quel che importa. Assoluto,
immutevole, perfetto. E la Sicurezza delle Apparenze? Perfino il
sicomoro un giorno diventerà cenere.”

Strinse i denti, un’espressione di panico gli disegnò rughe d’ansia
sul viso. Risi di tanta preoccupazione.

“Il legno si disintegra, il simbolo svanisce, ma non lo spirito della sua vita.
La convinzione del tuo corpo va in briciole, non chi con il proprio
convincimento gli ha dato forma.”

“Forse il mio spirito ama il cambiamento, ma il mio corpo lo detesta.”

Mi ricordai. Al calduccio, sotto le coperte, profondamente addormentato
alle sei e mezzo delle mattine d’inverno, e BOBBY! DICKIE! PRESTO IN
PIEDI! PRONTI PER LA SCUOLA! E io lottavo per svegliarmi, giurando che
se mai fossi cresciuto non mi sarei mai alzato prima di mezzogiorno.
E lo stesso sotto le armi: la sirena d’allarme che entra in azione, alle due
di notte, sembra collegata al mio cuscino HONGA-HONGA-HONGA!
E io dovrei svegliarmi in qualche modo?
E volare? Pilotando un aereo? Al buio? Il corpo dice: non è possibile!
Lo spirito: fallo! Senza indugi!

“Il corpo detesta i cambiamenti.” Annuii. “Ma guardati… ogni giorno
un po’ più alto, un po’ trasformato;

Dickie si fonde crescendo dentro Richard, destinato all’età adulta!
Nessun corpo è distrutto completamente di quello di un bambino
diventato grande, Comandante! Svanito senza una traccia,
senza bara, senza nemmeno ceneri da piangere.”

“Aiutami” invocò. “Ho bisogno di tutti gli strumenti di potere su cui
riuscirò a mettere le mani!”

“Li hai già. Cosa puoi dire delle apparenze?”

“La vita è.”

“E poi?”

“Cos’altro?” dubitò.

Un accenno. “La scelta.”

“E io posso cambiare le apparenze.”

“Entro certi limiti?”

“Al diavolo i limiti!” scattò. “Non sono obbligato a respirare, se non
voglio! Dove sono i tuoi limiti ora?” Mi strinsi nelle spalle.

“Quando ai maestri non piace come stanno le cose, Richard,
perché non smettono di respirare? Perché non abbandonano il
mondo delle Apparenze quando incontrano un problema davvero
difficile, e non se ne vanno a casa?”
“Perché abbandonare quando possiamo cambiare il mondo? Dichiara
la vita è, proprio in faccia alle Apparenze, cava fuori la magica Scelta
e dopo un decente intervallo lavorativo il mondo cambia.”

“Sempre?”

“Di solito.”

Fu come se uscisse l’aria da un pneumatico. “Di solito? Mi dai una
formula magica e a tutta garanzia mi dici che di solito funziona?”

“Quando non funziona, viene sempre fuori il Principio delle Coincidenze.”

“Ah. Il principio delle coincidenze” senza entusiasmi.

“Diciamo che tu abbia scelto alcuni cambiamenti che affermano la
vita nel tuo immediato mondo delle Apparenze. Tu decidi che
i cambiamenti saranno manifesti.”

Fece cenno di si.

“Dichiari che la vita è, sapendo che è vero, e poi t’impegni a più
non posso per trasformare quello che vuoi.” Altro assenso.

“E non cambia niente.” Dissi.

“Stavo per chiedertelo.”

“Ecco cosa dovrai fare: continua a lavorare, e sta attento che
arrivi una coincidenza. Sta molto attento, perché è sempre ben
camuffata.” Ancora un assenso.

“E tu sta dietro a quella coincidenza!”

Dickie restò immobile. “Un esempio sarebbe d’aiuto” disse.

Un esempio. “Dobbiamo passare attraverso questo muro di
mattoni, perché ci chiude in un’apparenza di vita che noi
abbiamo scelto di cambiare.” Annui.

“Lavoriamo come matti per cambiarlo, ma il nostro muro resta
di mattoni, anzi se possibile diventa ancora più duro. Noi abbiamo
controllato: non c’è una porta secondaria, né una scala
o una pala per scavare un sottopassaggio… solidi mattoni.”

Concorò. “Mattoni solidi.”

“Allora sta zitto e ascolta. Senti quel soffocato ciuf ciuf alle
nostre spalle? E’ il guidatore di quel bulldozer non ha forse
lasciato il motore acceso durante l’intervallo di colazione e la
macchina è scivolata in doppia ridotta? E, per coincidenza,
il bulldozer si sta muovendo con un rumore sordo verso il
nostro muro?”

“Devo forse fidarmi della coincidenza?”

“Ricorda che non siamo nel mondo della realtà, ma sul terreno
di gioco delle Apparenze, sul quale cerchiamo di sconfiggere i
sembra con la nostra conoscenza dell’E’. Il principio della
coincidenza è uno strumento di potere che ci promette, su
questo terreno, di portarci dall’altra parte del nostro muro.”

“Che cosa ha mai fatto per te il principio di coincidenza?”.

“Cosa non ha fatto, vuoi dire? Ogni importante circostanza
della mia vita è incentrata su qualche coincidenza.”

“Oh oh …” ironizzò lui. “Dimmene una.”

“Ti ricordi quando andavi in bicicletta fino all’aeroporto, ti
ricordi di come ti aggrappavi con le dita al cancello, e rimanevi
attaccato alla recinzione vicino al cartello di SOLO PILOTI E
PASSEGGERI OLTRE QUESTO LIMITE?”

“Certo, lo facevo un sacco di volte.”

“E di come desideravi di poter volare, e disegnavi aerei e
costruivi modellini di aerei e scrivevi temi in classe sugli
aerei e ripetevi a te stesso che un giorno saresti diventato
pilota?”

Sgranò tanto d’occhi. Il tipetto si ricorda, eccome.

“Volare era un muro di mattoni” dissi. “Quando volevo
imparare, non succedeva nulla. Non c’erano soldi per le
lezioni di volo, non amici che avessero un aereo, non
improvvise madrine fatate, non regali della famiglia. Papà
odiava gli aerei. Io terminai la scuola superiore e mi iscrissi
al College. Seguivo corsi di chimica e geometria analitica e
composizione e ittiologia e – quello che mutò la mia vita –
uno di tiro con l’arco.”

“Con le frecce?”

“Eravamo obbligati a seguire un corso di educazione fisica.
Il Tiro con l’arco rappresentava una scappatoia piuttosto
facile.” Ne conveniva.

“Eravamo una ventina al corso, era un lunedì mattina e ci
trovavamo schierati fianco a fianco all’aperto. Accanto a me
per coincidenza c’era uno studente dell’ultimo anno, che
aveva bisogno degli ultimi credit per il diploma. Eravamo
tutti e due intenti a tirar frecce ai nostri bersagli
piazzati sulle balle di fieno quando, per coincidenza,
un aeroplano da turismo ci passò sulle teste diretto
all’aeroporto di Long Beach. Invece di scoccare la
freccia, Bob Keech mollò l’arco e guardò l’aereo in alto.
Uno sguardo e mi cambiò la vita.”

“Guardando in su?”

“Nessuno a Long Beach guarda gli aerei, che sulla città
sono comuni come i passeri sui tetti. Questo tizio, pensai,
se ha alzato la testa per guardare un aereo, deve essere
in qualche modo interessato. Destino fulminante, parlai
prima di pensare che non poteva essere cosi:
“Bob? Scommetto che fai l’istruttore di volo e cerchi qualcuno che ti lavi e ti accudisca l’aereo e se fa questo per te, in cambio gli insegni a volare.”

“E lui disse si.” Azzardò Dickie.

“No. Lui sembrò sorpreso e disse: “Come lo sai?”

“Ma va” ribatté Dickie incredulo. “Come poteva essere? Non
c’era motivo perché accadesse una cosa del genere.”

“Un motivo c’era, eh si! Bob Keech aveva appena ottenuto
il patentino come istruttore provvisorio di volo e doveva avere
cinque allievi prima di poter diventare un vero istruttore
permanente. Ecco il motivo.”

“Ma tu come sapevi che lui aveva bisogno di qualcuno a cui dare
lezioni di volo?”

“Intuizione? Speranza? Fortuna, pensai allora. In sei mesi, Bob
Keech m’insegnò a volare. Io scappai da scuola per entrare in
aeronautica e il resto della mia vita è passato in angolazione verso
il cielo. Il principio di coincidenza aveva organizzato il mio destino,
ma io non seppi della sua esistenza se non vent’anni dopo.”

“Come funziona?”

“I limiti si attraggono. Non finirà mai di sorprenderti. Scegli qualcosa
che ti piace e dedicati a farlo concretizzare, e in qualche modo
qualcosa avverrà, qualcosa che tu non potevi programmare arriverà
per far incontrare i simili, per scatenarti, per farti avviare sulla strada
del prossimo muro di mattoni.”

“Il mio prossimo muro! Prossimo muro?”

“Non è cosi difficile come sembra. Non dobbiamo faticare per metterci
nella peggiore situazione che riusciamo a immaginare… ogni volta che
noi dimentichiamo la nostra magia, accade da sé. Ma il divertente
non è mettersi nei guai, ma uscirne. Il gioco consiste nel ricordare
chi si è, e nell’usare i propri strumenti di potere. Come possiamo
imparare se non facciamo pratica?”

Era dubbioso. “Non so…”

Vuole forse un futuro senza guai? Pensai. Perché scegliere lo
spazio-tempo se non vuole guai?

“Esperimento col pensiero” dissi. “Immagina che nel tuo mondo
non ci sia nulla che tu vorresti cambiare. Non potrebbe in
assoluto essere migliore di quanto non sia già.”

Rifletté un attimo. “Hurrah!” esclamò. “Sembra favoloso!”

“Ok” aggiunsi io. “Ora resta in quel mondo un mese. Due
mesi? Un anno? Due anni? Tre? Come ti ci senti?”

“Vorrei imparare qualcosa di nuovo. Voglio fare qualcosa di
diverso.”

“Ed ecco che hai la ragione per il mondo delle apparenze.”

“Ci piace imparare cose nuove?”

“Ci piace ricordare quel che già sappiamo. Quando ascolti la
tua musica preferita, o ti guardi più volte un buon film o ti
rileggi un racconto che ti va a genio, sai già come sarà, vero?
Sai come andrà a finire. Il piacere deriva dal riviverlo ancora,
tutte le volte che vuoi. E’ lo stesso con i nostri poteri. Prima
ricordiamo a stento, e, timidamente, proviamo la Scelta;
il Principio di Coincidenza; tutto quello che abbiamo nel pensiero
si avvera nella nostra esperienza; i simili si attraggono; noi
sperimentiamo con la legge delle apparenze che cambiano, per
far si che il nostro mondo esteriore rifletta quello interiore.”

“Che paura.”

“E quando cambia una volta, e tre, e dieci, noi diventiamo un po’
più audaci ed ecco che gli strumenti funzionano! Con la pratica,
noi abbiamo completa fiducia in loro, ci siamo ricordati di tutto
quello che hanno da mostrarci, noi possiamo cambiare apparenze
quanto vogliamo e proseguiamo verso nuove avventure, con
leggi diverse.”

“Dimmi di altri strumenti.”

“Quanti te ne servono? I nostri cuori sono colmi di leggi cosmiche.
Imparane alcune, diventa abile a usarle, non c’è nulla che potrà
frapporsi tra te e la persona che vorrai essere.”

“Ma è proprio per questo che ti sto parlando! Non so chi voglio
diventare!”

Allora la fronte mi si corrugò, nel silenzio, per un rompicapo che
non potevo risolvere.

“Beh… questo potrebbe esserti d’intralcio…”

Tratto da – Richard Bach – La magia del volo -

11 Gennaio 2011 at 16:37 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

album3_003  

Non è un caso se in diverse parti del mondo oggi molte persone

Si dedicheranno alla meditazione. Qualcuno mi ha chiesto perché

Oggi…. Questi sono solo degli stralci della canalizzazione che

È molto più lunga e complessa, quindi per scelta non l’allego

Nella sua totalità. E’ pubblicata in rete quindi chi la desidera la

Trova senza problemi.

 

L’Arcangelo Metatron tramite James Tipton [Tyberonn]
Il Campo Cristallino parte 1 e 2

Traduzione di Magda Cermelli
Salve, amati, Io sono Metatron, Signore della Luce, e saluto tutti

voi in un vettore di Amore Incondizionato!

E così, mentre il 10-10-10 rapidamente si avvicina, i potenti Cristalli

Atlantidei del Tempio su tutto il pianeta si colmano di una maggiore

potenza. Il Cristallo di Smeraldo della Guarigione, attivato il 9-9-9,

 si erge sovrano e funge da collettore iniziale per attivare gli altri nella

 proiezione di un forte campo cristallino.

Il 10-10-10 alle 10:10:10 del mattino, il Cristallo di Smeraldo,

rimasto a lungo in letargo sotto il Monte Maga in Arkansas, raggiungerà

il 50% della sua potenza.

E così vi ricordiamo che nel 2008 il Cristallo Blu di Saggezza e Conoscenza

è ritornato alla funzionalità, il 9-9-9 il Cristallo di Smeraldo, il Cristallo d’Oro

ed il Cristallo OM tutti si sono risvegliati in un progetto attivo. Il Cristallo di

Smeraldo del Femminile Divino ha poi assunto il ruolo di punto di attivazione

per tutti i Cristalli Maestri.

Così siate consapevoli che il 10-10-10, il 10 ottobre 2010, la griglia cristallina

144 si attiva all’84% e a sua volta attiva ed innesca ulteriormente il programma

della sequenza temporale per i restanti Cristalli Maestri. Ognuno si aprirà sui

portali delle triplici date.

Ognuno sarà legato all’attivazione dei due rimanenti aspetti stellati della griglia

144, il doppio penta-dodecaedro. I primi 10 di questi 12 aspetti saranno

totalmente in funzione il 10-10-10.

*************************************************************

Cristalli dell’Arkansas

 E così adesso facciamo un salto in avanti di 12.500 anni ed osserviamo il

ruolo della colonia atlantidea che chiamate Arkansas.

 L’Arkansas è stato appositamente scelto per ospitare i tre principali mega

cristalli per diverse ragioni.

 

**************************************************************

 Ora, i tre cristalli collocati in Arkansas sono preprogrammati per una griglia

di rete che si connette in modo assiotonale con gli altri cinque enormi

cristalli maestri collocati in Brasile, Shasta,  Bimini ed i due squisiti cristalli

di saggezza posti sotto il Lago Titicaca. Questi sono Cristalli specializzati in

Guarigione, Saggezza, Energia e Trasporto, usati nel Tempio dell’Uno,

il Tempio di Thoth, il Tempio del Rubino di Fuoco ed il Tempio della Rigenerazione.

 

I cristalli furono appositamente posti in aree di grande importanza per la nuova

terra emergente nell’Ascensione del 2012. Aree che erano facilmente accessibili

tramite il sistema atlantideo  di tunnel interdimensionali che sarebbero emerse

come punti infiniti di un mega vortice nel tempo attuale. La Città di Smeraldo

del Femminile Divino funge da attivatore, da collettore in cui reagiscono tutti

gli altri Cristalli dei Templi.

 Questi sono elencati con luogo di collocazione e date di attivazione come segue:

 Arkansas:

1.    Cristallo Blu della Conoscenza 8-8-8

2.    Cristallo di Smeraldo della Guarigione 9-9-9

3.    Cristallo di Platino della Comunicazione 11-11-11

 

Bimini Bank:

1.    Cristallo Rubino di Fuoco di Energia 12-12-12

 Brasile:

1.    Cristallo d’Oro di Rigenerazione Guaritrice 9-9-9

2.    Cristallo Viola del Suono 10-10-10

Monte Shasta:

1.    Cristallo di Interfaccia Multidimensionale 9-9-9

  Tiajuanaco – Lago Titicaca, Bolivia:

1.    Cristallo Sole-Luna di Luce 9-9-9

2.    Cristallo Sacro di Thoth 12-12-12

 E così vi ricordiamo che nel 2008 il Cristallo Blu di Saggezza e

Conoscenza è ritornato alla funzionalità, il 9-9-9 il Cristallo di

Smeraldo, il Cristallo d’Oro ed il Cristallo OM tutti si sono

risvegliati in un progetto attivo. Il Cristallo di Smeraldo del

Femminile Divino ha poi assunto il ruolo di punto di attivazione

per tutti i Cristalli Maestri.

 Così siate consapevoli che il 10-10-10, il 10 ottobre 2010, la griglia

cristallina 144 si attiva all’84% e a sua volta attiva ed innesca

ulteriormente il programma della sequenza temporale per i restanti

Cristalli Maestri.  Ognuno si aprirà sui portali delle triplici date.

 

Ognuno sarà legato all’attivazione dei due rimanenti aspetti stellati

della griglia 144, il doppio penta-dodecaedro. I primi 10 di questi 12

aspetti saranno totalmente in funzione il 10-10-10.

 
Accensione e riprogrammazione

L’effetto di questi cristalli inizialmente sarà molto sottile, tuttavia quella sottile

 forza sarà immediatamente avvertibile per le persone empatiche. L’effetto sarà

 una maggiore sensazione di benessere, soprattutto all’interno dei vortici

dell’Arkansas, del Lago Titicaca e del Brasile. A tutti coloro che visitano questi

 archi vorticosi dei cristalli, nella fase fisica od eterica, sarà offerta l’opportunità

 di acquisire potere con la conoscenza e la potenza dei loro codici cristallini.

Tuttavia siate consapevoli che dovete avere un quoziente di luce sufficiente

per assorbire questa frequenza Mer-Ka-Nica.

La prima fase rappresenta la saggezza, e la seconda fase sarà la guarigione eterica

di Atlantide, ed il legame con la nuova Età dell’Oro dell’umanità.

Ci sarà un rombo d’oro che si formerà tra il Brasile, il Lago Titicaca, l’Arkansas

ed il Monte Shasta e nel 2020 questo diventerà una stella a cinque punte,

 che formerà una rete globale con tutti i punti d’infinito sul pianeta.

Il risveglio dei cristalli, che inizia in Arkansas, aprirà il portale per la dimensione

ricettiva che segna il ritorno dei fratelli stellari. Ritorno è un termine improprio,

 poiché in realtà essi non se ne sono mai andati. Piuttosto l’umanità ha perso la

capacità frequenziale per percepirli.

Conclusione

I Cristalli Atlantidei aprono l’accesso eterico, i portali dimensionali che

 permetteranno all’umanità la cui vita è a base carbonio di interfacciarsi

con quelli della vita bio-plasmica. Dovete capire, Maestri, che voi esistete

 in un parallelo multidimensionale. Voi siete davvero i Siriani, siete i Pleiadiani,

e siete gli Arturiani e molto di più! Siete tutte le scintille multidimensionali

 del Maestro Creatore Dio! E’ vero! Il portale si aprirà ulteriormente nel 2010

 nel vortice cristallino dell’Arkansas, e quelli di voi che si connettono con i

 Cristalli Maestri saranno in grado di sperimentare la propria multidimensionalità,

alquanto gioiosamente, alquanto facilmente nel tempo, mentre sviluppate il

 quoziente di luce e l’impeccabilità per fare questo.

Carissimi, all’interno dell’energia del Vortice dell’Arkansas si trova un’energia

 cristallina diversa da tutte quelle che avete sperimentato dopo il Periodo d’Oro

 di Atlantide 20.000 anni fa. Dentro la frequenza cristallina quantica potete guarire

 ciò che deve essere guarito, aprire ciò che deve essere espanso, ed offrire

uno straordinario allineamento alla conoscenza di squisita beatitudine.

Dentro questa crescente energia sarete in grado di connettervi con una forza

cristallina vivente che contribuirà all’espansione della vostra Mer-Ka-Na nella

 vostra divinità multidimensionale. Nel vostro Divino Sé! E’ vero, Carissimi,

ed il tempo è ADESSO.

Maestri, è la fine dell’inizio! Il sognatore si risveglia!

Io sono Metatron e voi siete molto amati!

10 Ottobre 2010 at 12:32 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

sbadiglio 

Questa è la versione molto umana e simpatica di quello di prima.

C’è sempre il lato comico delle cose…

E l’ho trovato su facebook…. Adesso capite cosa intendo quando

Dico che non siamo “soli”…

 POTRESTI ESSERE SHAUMBRA SE:

• Passi più tempo a parlare con te stesso che con gli altri. 
• Le persone ti chiedono spesso, “Come mai ridi?” 
• Il tuo corpo ti fa male e duole.
• Poi le persone ti chiedono se stai bene e tu rispondi loro
 “Certo, nessun problema… è solo il mio Dna che sta mutando,.”
• La maggior parte dei tuoi amici è invisibile.
• I tuoi colleghi di chiedono se hai l’asma, perché respiri
  spesso in maniera pesante.
• Dormire è una cosa che facevi una volta.
• Ti domandi come mai la canzone “Io Sono Quello Che
  Sono” non si trova nella lista delle 10 canzoni più belle del
  mondo e di sempre.
• Quando durante la notte, mentre sei da solo, senti strani
  rumori urli “IO SONO ANCHE DIO!” (di solito quest’affermazione
  fa in modo che i rumori cessino, ma se non avviene,
  Dio possiede anche una mazza da baseball) 
• Quando le persone ti chiedono ‘Che ora è? ‘ tu schiacci
  l’occhio e rispondi…  e’ ORA.
• Quando i tuoi amici ti chiedono di fare il karaoke e
  invece tu fai pratica di tonalità.
• L’economia sta cadendo a pezzi e tu apri la tua nuova attività.
• Qualcuno vuole cominciare una discussione e tu invece
  sorridi e parli per paradossi. 
• Quando alla radio ascolti una bella canzone, il tuo partner
  favorito è sempre, sempre, sempre il tuo se superiore.
• Sei famoso per riuscire a ridere e a piangere nello stesso momento 
• Le stesse persone che si divertono per le tue stranezze sono
  quelle che si fermano da te perché li aiuti ad interpretare un
  loro sogno.
• Se rispondi “Behhh, non proprio” quando ti chiedono se
   sei cristiano / musulmano / ebreo / buddista.
• Se rispondi “Behhh, non proprio” quando ti chiedono se preghi.
• Alcuni dei tuoi migliori amici sono le rocce… e gli alberi.
• Rispondi alle domande dicendo “No, almeno non in questa vita.” 
• Sei diventato allergico alla Chiesa e alla religione.
• Invii delle immagini ai cani e aspetti di ricevere delle immagini
   di ritorno da parte loro. 
• Organizzi PRIMA un incontro con i Sé Superiori delle persone
   che incontrerai più tardi.
• Non hai più paura in assoluto. Hai attraversato un divorzio,
   hai perso quasi tutto ciò che ti era caro, hai fatto ogni possibile
   errore che potevi fare e che ti ‘avrebbe causato enormi casini’ e
   SEI SOPRAVVISSUTO A TUTTO QUESTO… e non c’è nient’ALTRO
   là fuori che ti POTREBBE causare casini a cui non sopravviverari
quindi non c’è niente di Cui Avere Paura. Proprio niente.
• Sai che tutto ciò di cui hai bisogno si manifesterà nel momento
  giusto. Giusto in tempo. Giusto dove e quando ne hai bisogno.
  E ti fidi solamente di questo.
• Le bevande energetiche non ti fanno nessun effetto…
• Non riesci a ricordarti quello che hai fatto mezz’ora fa e quando
  i tuoi amici ti chiedono, “Ti sei sbronzato??” Tu rispondi,
  “Noo, sto semplicemente ascendendo …”
• Quando i vigili ti fermano per eccesso di velocità rispondi,
 ”La mia divinità voleva scoprire l’ebbrezza della velocità…” 
• Le persone di chiedono della tua famiglia e tu rispondi, “Quale?
” Perché hai 3 famiglie – la famiglia angelica, la famiglia CC e la
 tua famiglia biologica… a volte risulta così difficile… 
• Dopo per ascoltato la canalizzazione di Tobias sul cibo,
  ora hai bisogno di circa mezz’ora per mangiare cracker… 
• Mangi come un passerotto ma metti su peso come se non
  facessi altro che ingozzarti di bignè alla crema.
• Non sai più cos’è la noia. 
*La tua radio ti parla, la tv ti parla, i cartelli stradali ti parlano
Tutto ti parla…
 • Riesci a percepire un libro invece di leggerlo.
• Spesso i tuoi sogni sono più reali della “realtà.”
• Quando qualcuno ti dice di essere preoccupato per la
 fine del mondo, tu rispondi “Non preoccuparti, è già
 successo. Questo è il Nuovo Inizio”.
• Se qualcuno ti costringe in un certo ruolo nel gioco della
 sua vita, continui a recitarlo anche se finisci per essere
 “quello cattivo”.
• Le persone ti fissano. 
• Ogni volta che incroci uno sconosciuto con un certo non so che,
  ti fermi e ti chiedi se era Adamus Saint-Germain…
• Stai sperimentando palpitazioni cardiache, nausea, diarrea,
  congestione, dolore alle orecchie, dolore alla vescica, dolore alle
  spalle, mal di testa, convulsioni, visioni, puntini luminosi, insonnia,
  esaurimento fisico, strane botte di calore, i tuoi fianchi fanno cose
  strane, ti fanno male i denti, il tuo sangue bolle eppure non ti è
  mai passato per la testa di andare dal medico. 
• Le altre persone non riescono a farti sentire insicuro rispetto al ciò
  che hai o non hai; i barboni drogati sulla strada non ti fanno sentire
  in colpa e quindi non gli dai dei soldi, mentre il vicino pieno di
  soldi, l’amico che ha successo, i genitori che ti rimproverano non
  riescono a farti vergognare di te né a impedirti di “provarci di nuovo
  con più tenacia” .
• Preferisci ascoltare che parlare. A chiunque, di qualsiasi cosa.
• Sei disposto a vederti e ad aspettare un attacco di panico perché
  sai perfettamente che non è roba tua. Poi scatta il toto proprietario:
  Di chi è?
• Dai più valore alle affermazioni di un gruppo di fantasmi che a
  quelle della maggior parte degli umani che conosci.
• Senti che perdere la testa non è una cosa così terribile.
• Hai tutte le ragioni di chiederti che cosa sta per combinare il gatto.
• Te ne stai in piedi in mutande nella tua stanza da letto mezza
   buia ad un’ora assurda per integrare un aspetto che ti ha
   disturbato tutta la notte.
• Ti ritrovi nel caos un giorno si e uno no.
• Quando qualcuno dice di sentirsi male, gli dici che sta semplicemente
   rilasciando – oppure sta percependo qualcosa di qualcun altro.
• Non sei sicuro se sei sintonizzato su una commedia o sul notiziario.
• Te ne vai in giro per tutta la vita in una specie di amnesia,
  chiedendoti chi cavolo sei, vivendo nel passato… e quando finalmente
  cominci a ricordarti si attiva la tua memoria a breve termine… così ora
  finalmente sai chi sei ma non riesci a ricordarti che cosa hai appena fatto. 
• E’ sabato sera e invece di far festa con i tuoi amici, te ne stai seduto di
  fronte al tuo computer osservando con grande gioia un albero di Natale
  rosso che gira e gira e gira e gira e gira e gira e gira e gira e gira e gira
  e gira e gira e gira e gira e gira…
• Tutti quelli che conosci, inclusi i membri della tua famiglia ed i tuoi
 migliori amici, pensano che tu sia come minimo eccentrico, ma tu sai
 che in segreto bramano e desiderano il tuo senso di libertà e di creatività.
• Niente ti preoccupa più – oppure tutto ti preoccupa; dipende se
  stamattina ti sei ricordata di rimanere dietro il muretto.
• Ascolti umani che canalizzano angeli che canalizzano umani…

- Shaumbra da tutto il mondo -

8 Ottobre 2010 at 10:03 | Commenti & Trackbacks (1) | Permalink

risveglio2 

 

 

Bentornati o bentornata? :)

Settimana dell’outing. Tìziano Ferro è gay

Io sono risvegliata… mettiamola cosi.

Questo è il primo di una serie di post

“Ai confini della realtà”.

Parto con i sintomi perché vedo e sento

Tante persone a cui accadono cose strane,

me inclusa, e so per prima che si è

Disorientati e anche spaventati.

La foto la dice lunga… non è buongiorno

Principessa…

Non siete soli.

Siamo pazzi? No… diversamente normali :)

Potete fare il ce l’ho ce l’ho mi manca…

I Sintomi degli Shaumbra
Dodici Sintomi del Risveglio della Vostra Divinità
Di Geoffrey Hoppe e Tobias

1 Sofferenze e dolori al corpo, specialmente al collo,

spalle, schiena. Questo è il risultato dei profondi

cambiamenti a livello del vostro DNA nel quale si sta

svegliando il seme di Cristo. Anche questo passerà.

2 Sensazione di profonda tristezza interiore 

senza apparente causa. Voi vi state liberando dal

vostro passato (questa vita e altre) e questo causa

la sensazione di tristezza. Questa sensazione è simile

all’esperienza di traslocare da una abitazione dove

avete vissuto per molti, molti anni, ad una nuova casa.

Quanto più volete spostarvi nella nuova casa, tanto più

vi assale la tristezza di lasciarvi dietro ricordi, energia

ed esperienze della vecchia casa. Anche questo passerà.

3 Piangere senza nessuna apparente ragione.

Simile al punto 2. E’ bene e salutare lasciare sgorgare

le lacrime. Aiuta a liberare la vecchia energia. Anche

questo passerà.

4 Improvvisi cambiamenti di lavoro o di carriera.

Un sintomo molto comune. Come cambierai tu, così

cambieranno le cose intorno a te. Non preoccuparti di

trovare il lavoro o la carriera perfetta proprio ora. Anche

questo passerà. Siete in una fase di passaggio e potete

fare molti cambiamenti di lavoro prima di sistemarvi con

un lavoro che vi appassioni.

5 Allontanamento dalle relazioni familiari. Siete collegati

alla vostra famiglia biologica dal karma. Quando uscite dal

ciclo karmico, vengono liberati i legami delle vecchie relazioni.

Sembrerà che vi stiate allontanando dalla vostra famiglia e dai

vostri amici. Anche questo passerà. Dopo un po’ di tempo,

potrete sviluppare con loro una nuova relazione se ciò risulta

adeguato. In ogni caso, le relazioni avranno le loro basi nella

nuova energia senza attaccamenti karmici.

6 Insolite modalità di sonno. Sono del tipo svegliarsi molte

notti fra le 2.00 e le 4.00 A.M.. In voi si sta svolgendo un

enorme lavoro e spesso questo vi costringe a svegliarvi per

“riprendere fiato.” Non preoccupatevi: Se non potete ritornare

a dormire, alzatevi e fate qualcosa piuttosto che restare a

letto e preoccuparvi di problemi esistenziali. Anche questo

passerà.

7 Sogni intensi. Potrebbero includere sogni di guerra e

battaglia, inseguimenti e mostri. Voi state letteralmente

liberando la vecchia energia del passato e queste energie

del passato erano spesso simbolizzate da guerre, corse per

fuggire e uomini neri. Anche questo passerà.

8 Disorientamento fisico. A volte vi sentirete molto sradicati.

Voi sarete “spazialmente cambiati” e vi sentirete come se non

poteste mettere due piedi sulla terra, oppure come chi

cammina tra due mondi. Poichè la vostra consapevolezza

transita nella nuova energia,il vostro corpo talvolta resta indietro.

Passate più tempo in mezzo alla natura per aiutare la nuova

energia a radicarsi. Anche questo passerà.

9 Aumento del “parlare a voi stessi.” Vi ritroverete molto

spesso che parlate a voi stessi. Realizzerete prestissimo

che stavate parlando con voi stessi negli ultimo 30 minuti.

Esiste un nuovo livello di comunicazione che sta prendendo

spazio nella vostra esistenza e voi state sperimentando la

punta dell’iceberg parlando con voi stessi. Le conversazioni

aumenteranno e diventeranno più fluide, più coerenti e più

significative. Non state diventando pazzi, siete shaumbra

che si stanno muovendo nella nuova energia.

10 Sensazioni di solitudine anche quando siete in compagnia

di altre persone. Potete sentirvi soli e allontanarvi dagli altri.

Potete sentire il desiderio di allontanarvi da gruppi e folla.

Come Shaumbra, state percorrendo un sentiero sacro e

solitario. Quanto più i sentimenti di solitudine vi causano

ansietà, tanto più vi sarà difficile in questo momento

relazionarvi con altre persone. Le sensazioni di solitudine

sono anche associate al fatto che le vostre guide si sono

allontanate. Sono state con voi in tutti i vostri viaggi,

in tutte le vostre vite. Per loro è giunto il momento di fare

ritorno, così che voi possiate riempire il vostro spazio con

la vostra stessa divinità. Anche questo passerà. Il vuoto

interiore sarà colmato dall’amore e dall’energia della

vostra stessa coscienza Cristica.

11 Perdita di passione. Potete sentirvi totalmente privi di

passione, con poco o nessun desiderio di fare qualcosa.

Questo va bene e fa proprio parte del processo. Accettate

questo momento di “fare nulla.” Non combattetevi su

questo perché anche questo passerà. E simile alla

riprogrammazione di un computer. Avete bisogno di

spegnere per un breve periodo di tempo per caricare

il nuovo sofisticato software, o in questo caso, la nuova

energia del seme di Cristo.

12  Una profonda nostalgia di Casa. Questa è forse la

 più difficile e provocatoria di tutte le condizioni. Potete

sperimentare un profondo e opprimente desiderio di lasciare

il pianeta e ritornare a Casa. Questo non è istinto “suicida.”

Non è causato da rabbia o da frustrazione. Non fatevi

prendere dall’idea che possa causare drammi a voi stessi

o agli altri. C’è una parte tranquilla di voi che vuole andare

a Casa. Il motivo di questo è molto semplice. Avete

completato i vostri cicli karmici. Avete completato il

contratto per questa vita. Siete pronti a cominciare

una nuova vita, ma nell’attuale corpo fisico. Durante questo

processo di transizione, avete un ricordo interiore di quello

che significa stare dall’altra parte. Siete pronti ad imbarcarvi

per un altro viaggio di lavoro qui sulla terra? Siete pronti

ad accollarvi i cambiamenti derivanti dal muoversi nella

Nuova Energia? Sì, potreste davvero andare a casa ora.

Ma siete venuti fin qua, e dopo molte, molte vite, sarebbe

un peccato partire prima della fine del movimento. D’altra

parte, lo Spirito ha bisogno che voi siate qua per aiutare

altri a transitare nella nuova energia. Essi avranno bisogno

di una guida umana, proprio come voi, che ha viaggiato

dalla vecchia energia alla nuova. Il sentiero che state

percorrendo proprio ora vi fornisce le esperienze che vi

permettono di diventare un insegnante del Nuovo Umano

Divino. Per quanto il vostro viaggio possa essere a volte

solitario e buio, ricordate che non siete mai soli.

8 Ottobre 2010 at 09:40 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink